di Francesca Mancosu
L’impressione, che emerge sovente, è che Terni tenda a piangersi un po’ addosso. A ricordare il suo passato glorioso anziché provare ad immaginare un futuro diverso. E a dirsi «cambiare è troppo difficile». Da Papigno all’ex Bosco, ogni tentativo di ‘riconversione culturale’ fatto in questi anni sembra privo di quella spinta in grado di conferirgli stabilità e di radici profonde come quelle dell’amata/odiata acciaieria. L’ultimo in ordine di tempo è Città Giardino, che venerdì pomeriggio, nel corso di Umbrialibri, è stato protagonista di un incontro al Caos sul suo ruolo di ‘quartiere creativo’ che ha visto confrontarsi gli assessori Simone Guerra, Daniela Tedeschi e Marco Malatesta.
Distretto culturale, si o no? Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, e delle associazioni che stanno portando avanti il progetto dal 2010 – Indisciplinarte, Gatr e Molly&partner, in cooperazione con l’università di Perugia – Città Giardino dovrebbe diventare un ‘quartiere creativo’, fulcro del nuovo distretto culturale della città, «elemento fondamentale delle linee di indirizzo nel settore delle politiche di sviluppo». Parole d’ordine: riconversione e rigenerazione urbana, attraverso azioni che coinvolgano innanzitutto i cittadini. Negli ultimi anni, di iniziative in effetti ne sono state organizzate tante: l’allestimento di orti urbani e ‘zone 30’, passeggiate alla scoperta del quartiere, e persino la realizzazione di un ‘carro di maggio’. Ma l’impressione che si ha da più parti è che i suoi abitanti, alla fin fine, non vogliano saperne più di tanto.
Un ponte verso il futuro La speranza, espressa dagli assessori, è che nel tempo il quartiere acquisti consapevolezza del suo possibile nuovo ruolo, magari anche grazie alla passerella di collegamento con corso del Popolo che dovrebbe essere operativa entro la fine dell’anno. «I suoi abitanti saranno realmente più vicini al centro, e il quartiere non sarà più visto come una zona a sé, oltre il Nera», dicono. Ma oltre al ponte sul fiume, per rendere veramente ‘creativa’ Città Giardino servono investimenti.«Insieme alla valorizzazione del Caos– ricorda l’assessore Guerra – vorremmo avviare nuovi processi, tramite la partecipazione a bandi regionali ed europei, come il programma ‘Creative Europe’, che mira a rafforzare la competitività nel settore culturale delle città di medie dimensioni, favorendo fra l’altro l’accesso al credito per le imprese creative piccole e medie».
Sgravi fiscali per artigiani digitali La proposta più concreta, e per il momento realizzabile, arriva dall’assessore al Commercio Daniela Tedeschi. «Potremmo rilanciare il quartiere incentivando l’insediamento di imprese di artigianato digitale – attive cioè nel campo della comunicazione, della grafica o della progettazione – tramite la concessione di sgravi fiscali, sull’Imu, per esempio. Poiché è inserito nel Puc2, il quartiere potrebbe poi essere coinvolto in azioni di marketing per la promozione delle sue attività». Con l’obiettivo di attrarre artigiani ternani, sì, ma pure da fuori città o regione.
Azioni sulla viabilità L’incontro di venerdì pomeriggio è stata l’occasione per interpellare l’assessore Marco Malatesta in merito alle polemiche sulla viabilità interna del quartiere sollevate da alcuni abitanti, che chiedono all’amministrazione comunale di rendere permanente la ‘zona 30’ sperimentata durante l’ultimo FestArch Lab, e magari di estenderla ad altre zone della città. «La questione purtroppo – ricorda Malatesta – non riguarda solo l’urbanistica, ma in primis l’assessorato ai lavori pubblici, più volte sollecitato in questo senso, ma senza successo. Se si potesse ricostruire tutto da zero sarebbe tutto più facile».
