Terni, città che cambia e che per tanti versi resta sempre uguale a sè stessa. Con una popolazione in calo, a maggioranza femminile, immigrati in costante aumento (l’11,,3%), un’età media di 46,5 anni e un reddito medio dichiarato che supera di poco i 20mila euro. È il quadro che emerge da ‘Conoscere Terni’, il report sulla situazione demografica e socio-economica della città curato dai servizi statistici del Comune, consultabile anche online sul sito web dell’ente.
Donne e stranieri in aumento In calo i residenti che dai 113.324 del 2010 sono passati a 112.227 unità, con una netta prevalenza delle donne, che superano gli uomini di 6.815 unità. In crescita gli stranieri, che con una percentuale di popolazione straniera costantemente in crescita, che con 12.685 residenti hanno ormai raggiunto l’11,3% del totale. Un aumento esponenziale che risalta ancora di più, se si pensa che nel 1995 erano solo 870 e che ancora nel 2000 toccavano la percentuale del 2,3%. La comunità più presente è quella dei rumeni (34%), seguita a distanza dagli albanesi – che fino all’inizio degli anni 2000 erano l’etnia più rappresentata ma ora stanno facendo ritorno in massa nel proprio paese d’origine -, ucraini, indiani e filippini. Quasi raddoppiati, dal 2010, i residenti nigeriani; in aumento anche gli immigrati provenienti da Pakistan, Moldavia e Bulgaria.
L’età media è di 46,5 anni Quella di Terni, sostanzialmente, è una popolazione anziana. L’indice di vecchiaia è infatti pari a 206,4 contro un valore nazionale di 151,4 e un quarto degli abitanti ha un’età superiore a 65 anni, mentre gli ultra75enni rappresentano il 12,5% della popolazione. Numeri che di riflesso incidono sull’età media della popolazione arrivata a 46,5 anni (48,2 anni per le donne), mentre il dato nazionale è di 43 anni e mezzo. In città risiedono 40 ultracentenari dei quali ben 30 sono donne.
Nascite e morti in calo Una situazione condizionata anche dalla diminuzione delle nascite, che nel 2013 sono state 871, 165 delle quali sono straniere: fatto a cui si accompagna l’abbassamento dell’età media delle madri al parto (34 anni per le italiane e 29 per le straniere). Il saldo naturale resta comunque negativo anche se il numero di morti nel 2013 (pari a 1.354 di cui 23 di cittadini stranieri) è inferiore a quello del 2012.
Sposi quarantenni L’indagine ha inoltre registrato una diminuzione dei matrimoni, soprattutto religiosi: i numeri parlano di un 63% in meno rispetto al 2000 con un incremento dei matrimoni misti (+25%). Notevolmente cresciuta, anche l’età dei coniugi: nel 2000, lo sposo arrivava al matrimonio a 32 anni e mezzo mentre attualmente a poco meno di 40, la sposa è passata da 29,7 anni a 35.
Emma e Tommaso Fra i nomi scelti dai ternani per i propri figli primeggiano Emma e Sofia, Tommaso e Lorenzo, mentre la stessa classifica, stilata a livello nazionale dall’Istat per il 2013 vede in testa Francesca ed Anna, e la coppia Andrea e Luca. Fra i residenti, i nomi più diffusi restano comunque Maria e Francesco. In tutto per le neonate sono stati utilizzati 205 diversi nomi e 147 di queste hanno il proprio nome in esclusiva rispetto alle coetanee.
La presenza di stranieri ha ovviamente modificato la rosa dei nomi presenti in anagrafe, anche se molti di loro, cinesi in primis, utilizzano per i loro figli nomi prettamente italiani. Al contrario i genitori marocchini, Indiani, pakistani tendono a dare ai propri figli nomi legati alla loro tradizione. Per quanto riguarda i nati rumeni, che sono la maggioranza, spesso i genitori utilizzano nomi doppi.
Reddito a 20mila euro I dati sui redditi, elaborati a partire dagli archivi delle dichiarazioni Ipef del Ministero dell’economia e delle finanze, restituiscono una situazione economica in linea con la media nazionale. A Terni i dichiaranti sono 80.200 (il 51% dei quali sono uomini) con un reddito pro capite di 20.053,16 euro: 25 mila euro per i maschi contro i 15 mila del gentil sesso. Quasi un terzo dichiara tra i 15 e i 25 mila euro, mentre soltanto lo 0,49% dichiara oltre 120 mila euro. Ben 22.270 ternani, pari al 28% del totale, dichiarano meno di 10mila euro. Complessivamente, il reddito della città di Terni risulta più elevato di quello del resto della provincia e anche di quello della Regione (circa il 7% in più).
Pensioni di vecchiaia in aumento Oltre 39.700 le pensioni (contro le 40.554 del 2000), tra vecchiaia (il 46%), invalidità, superstite (21%), sociali (4,6%) e invalidi civili. L’incremento maggiore si è avuto per le pensioni di vecchiaia che in vent’anni risultano essere il 35% in più, mentre sono diminuite significativamente le pensioni di invalidità che sono più che dimezzate. L’importo medio mensile per il 2013 è pari a 902,71 euro, in lieve crescita rispetto all’anno precedente.
Commercio in crescita, costruzioni in calo Per il 2013, secondo i dati della Camera di commercio di Terni, sul territorio comunale risultano attive 8.415 imprese e 10.509 unità locali di impresa. Nel contesto provinciale le imprese ternane pesano quasi per il 45% con percentuali ancora più alte per le attività dei servizi. In crescita il commercio, la produzione e distribuzione di energia elettrica gas e acqua, la sanità e la ristorazione/alloggio, in netto calo le costruzioni e le attività manifatturiere. Considerando la forma giuridica delle imprese, continuano ad aumentare le società di capitale – forma giuridica che consente minori rischi di capitale – e a calare le ditte individuali, che comunque rappresentano oltre il 55% delle imprese ternane, e le imprese artigiane, ferme a quota 2.328.
