La gestione del verde pubblico torna ad agitare gli animi dei sindacati. Questa volta a riaccendere i riflettori su Palazzo Spada è la Fai Cisl che dice di aver appreso che il Comune ha effettuato nuove scelte politico-gestionali in merito all’assegnazione del servizio. Dal sindacato sono preoccupati perché le attuali modalità di affidamento vanno spesso a discapito dei lavoratori ‘storici’ impiegati nel settore da anni, talvolta si tratta di soggetti svantaggiati, in questo modo esclusi dal percorso lavorativo e salariale.
Sindacato Da Fai Cisl la preoccupazione che le risorse siano scarse e che non si faccia abbastanza attenzione a coloro che dopo tanto tempo si ritrovano esclusi dal lavoro. «Tale modo di operare – fanno notare dal sindacato – genera precarietà, impegno a tempo ridotto con meno risorse a disposizione, è una procedura – proseguono – che non tiene conto di curricula, professionalità, né dei carici famigliari dei lavoratori».
Proposta La manovra che secondo Fai Cisl dovrebbe compiere il Comune per garantire professionalità ed esperienza adeguate alle mansioni previste per la cura del verde pubblico, stabilità ai lavoratori e meritocrazia, sarebbe dotarsi di elenchi di lavoratori del settore, con pluri esperienze, in modo tale che i soggetti aggiudicatari possano attingervi per lo svolgimento delle mansioni, soprattutto perché – come sottolinea il rappresentante della sigla di categoria Simone Dezi – gli operatori in questione appartengono perlopiù ad una fascia di soggetti svantaggiati per i quali la giunta aveva approvato uno specifico regolamento che prevedeva l’aiuto e il sostegno all’inserimento al lavoro».
