Tutti d’accordo: la procedura che potrebbe portare alla fusione di cinque comuni dell’orvietano può proseguire. I cinque consigli comunali hanno approvata la delibera che contiene la richiesta alla Regione di indire un referendum consultivo.
I Comuni A Montegabbione c’è stato un voto di assenso unanime, mentre a Parrano la delibera è passata con sei voti favorevoli e uno contrario, a Fabro i sì sono stati 11 su 12, a Monteleone d’Orvieto ci sono stati sette favorevoli, cinque contrari e un astenuto, stesso risultato che si è registrato a Ficulle.
Il commento «Siamo molto soddisfatti – dice Maurizio Terzino, sindaco di Fabro – perché la fusione porterà vantaggi a tutto il territorio ed ai nostri piccoli Comuni che, altrimenti, rischiano di diventare ingestibili». In attesa che sia organizzato un comitato per il ‘sì’ al referendum – che dovrà svolgersi tra il 15 aprile e il 30 giugno «organizzeremo incontri con le associazioni presenti sul territorio, spiegando rione per rione, frazione per frazione, quali sono i vantaggi di questa fusione, che già in altre realta’ umbre viene vista come un modello».
La politica L’azione intrapresa dai Comuni di Fabro, Ficulle, Parrano, Montelone di Orvieto e Montegabbione, dice il segretario provinciale del Pd, Carlo Emanuele Trappolino, «segna a mio avviso l’avvento di una nuova fase del regionalismo umbro, imperniata su di un processo di partecipazione e consapevolezza dei territori che sarà sicuramente da stimolo per le riforme endoregionali già avviate dalla giunta regionale. Un’esperienza pilota importantissima. Un’azione che va nella direzione di realizzare un governo delle autonomie in grado di costruire una grande condivisione popolare delle scelte: meno burocrazia, più democrazia».
Buconi Secondo il consigliere provinciale del gruppo misto, Danilo Buconi, invece, il progetto di fusione dei Comuni è «frettoloso e azzardato. Sarebbe stato meglio fare un’unione come fatto in Toscana per arrivare eventualmente alla fusione definitiva alla scadenza dell’attuale mandato amministrativo di Parrano».
