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L'ingegnere Giovanni Barbanera (foto Rosati)

di C.F.

Consegnati i primi cinque dispositivi portatili per la misurazione delle nanopolveri, ossia le Pm 2.5, ad altrettanti cittadini volontari residenti a Terni che li porteranno sempre con sé in tutti gli spostamenti, rilevando le concentrazioni di Pm 2.5 in varie zone della città. Entra nel vivo il progetto Airselfie, targato Ordine dei medici di Terni e Arpa Umbria, che a stretto giro metteranno a disposizione altri 20 sensori così da mappare più accuratamente il territorio della Conca. Il primo dispositivo è stato consegnato all’ingegnere Giovanni Barbanera, protagonista della clamorosa protesta di Miranda per l’inquinamento elettromagnetico, mentre gli altri sono stati affidati a volontari di Legambiente, Cittadinanzattiva e Isde. Questi strumenti, ha spiegato Giuseppe Donzelli, presidente dell’Ordine dei medici di Terni, devono essere un punto di partenza per sviluppare insieme ad Arpa nuove tecnologie di monitoraggio delle sostanze pericolose, come i metalli pesanti. I sensori, come spiegato da Marco Vecchiocattivi di Arpa, raccolgono i dati durante gli spostamenti dei volontari e poi li trasmettono al sistema di stima della qualità dell’aria di Arpa, dove confluiscono anche quelli raccolti dalle tre centraline fisse presenti a Terni. La misurazione si protrarranno per tre mesi, dopodiché sempre Arpa rilascerà un’app per smartphone dove i cittadini potranno verificare i dati.

@chilodice

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