Tornano in piazza, i Giovani democratici di Terni, per «distribuire materiale informativo e promuovere un sondaggio di informazione e consultazione sia sul ciclo rifiuti che sulle problematiche relative al sistema ‘porta a porta’».
L’appuntamento Sabato pomeriggio «saremo a largo Villa Glori – fanno sapere – per una tappa importante in un percorso iniziato, nello specifico, due mesi fa attraverso la convocazione di un’assemblea di quartiere (centro città) nella sezione ‘Gramsci’, per analizzare le tematiche, stimolare la raccolta e la proposizione di dubbi, critiche e suggerimenti da riportare all’amministrazione comunale».
Le esigenze Andrea Zingarelli, segretario comunale dei Gd Terni, dice che «il passaggio dal quartiere alla piazza è fondamentale, ci permette in primo luogo di raccogliere le esigenze di stretta vita pratica di un quartiere, che viviamo attraverso la sezione territoriale, per poi rilanciarle in forma consultiva a tutta la cittadinanza».
Le istanze Il passaggio successivo sarà il confronto, in parte già avvenuto, con l’Asm e l’amminsitrazione comunale per l’elaborazione di un pacchetto di proposte concrete e spicciole da presentare. Il tutto sarà quindi nuovamente riportato al quartiere. Migliorare il ‘sistema differenziata’ attraverso l’ascolto e la ricezione delle istanze cittadine è la nostra arma più forte e più utile nella sfida ambientale che come cittadini possiamo affrontare».
I suggerimenti Eugenio Trappetti, responsabile dell’iniziativa spiega invece che «al netto della sempre e comunque auspicabile perfettibilità, l’amministrazione comunale ha fatto anche recentemente scelte coraggiose – la delibera sull’obiettivo ‘rifiuti zero’, la presa di distanza sulla combustione dei Css e la linea politica sul trattamento a freddo – tuttavia senza un parallelo cambio culturale e di stile civico da parte nostra tutti i progetti rischiano a fallire. Il nostro compito è sensibilizzare e avvicinare cittadini e amministrazione sempre di più, in un proficuo scambio di suggerimenti e anche sane critiche. In sostanza, ‘vogliamo fare qualcosa che serva’».
