«Chiudendo l’Anno giubilare siamo invitati a cogliere i bei semi di speranza che da esso sovrabbondano, per piantarli nei giorni della nostra vita, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità». Sono le parole del vescovo Francesco Soddu nella solenne celebrazione di chiusura del Giubileo della speranza nella diocesi di Terni-Narni-Amelia del 28 dicembre, festa della Santa Famiglia, che ha presieduto in una gremita Cattedrale di Terni, alla presenza dell’intero clero diocesano, delle autorità cittadine, dei rappresentanti di movimenti e associazioni e di tanti fedeli. Il vescovo ha ricordato i momenti comuni vissuti in questo anno Giubilare nei pellegrinaggi vicariali alle chiese giubilari di Terni, di Narni e di Amelia, negli incontri di riconciliazione e momenti di preghiera che hanno coinvolto numerose parrocchie, realtà associative e che hanno avuto il culmine nel grande pellegrinaggio delle diocesi umbre a Roma il 13 settembre scorso, con il passaggio della Porta Santa e l’incontro con Papa Leone XIV in San Pietro. «Tutto ciò che abbiamo vissuto in questo anno giubilare – ha detto il vescovo nell’omelia – oggi ci viene riconsegnato per le mani della Santa Famiglia, affinché in lei possiamo sempre proseguire sulla strada della speranza, che abbiamo imparato a riconoscere nella presenza della persona di Gesù. Egli è la nostra speranza, senza di lui niente ha valore e tutto è privo di senso. Questo è il clima proprio che si respira nella santa famiglia. Un clima fatto di presenza di pace, accoglienza silenzio, riflessione e ascolto di Dio, della sua parola» (foto di Marta Rosati)






























