di M. To.
Il consiglio comunale non aveva affrontato il problema, scatenando le proteste dei cittadini interessati, ma la giunta sì. E la decisione è stata che «le soluzioni alternative, sul cavalcavia di via Alfonsine, saranno analizzate e valutate da una commissione tecnica composta dai dirigenti all’urbanistica, ai lavori pubblici e alla mobilità».
La scelta Di fatto la giunta comunale ha ‘fatto proprie’ le valutazioni contenute nell’atto di indirizzo, votato dai soli componenti di maggioranza della prima commissione consiliare, con le quali si chiedeva di «analizzare e valutare le soluzioni avanzate dai cittadini proponenti o altre soluzioni alternative e per determinare nei tempi più brevi una risposta concreta che possa approdare ad una modifica del piano attuativo».
Il cavalcavia La questione è quella relativa al cavalcavia di Cospea, iniziata a fine 2010 quando venne approvato un progetto che prevedeva di ‘rialzare’ il piano stradale di via Alfonsine per creare un passaggio ciclo pedonale a raso. Idea contro la quale si è schierato un comitato di residenti, che giudica il progetto troppo impattante dal punto di vista ambientale e antieconomico.
L’assessore Marco Malatesta, l’assessore all’urbanistica che ha sempre difeso il progetto, ma che ha poi presentato la proposta alla giunta, spiega che «abbiamo voluto dar seguito al lavoro della commissione consiliare, in quanto riteniamo che sulle opere di urbanizzazione di particolare rilevanza possono essere svolti approfondimenti anche alla luce del dibattito cittadino e delle proposte arrivate dai residenti della zona. In questo caso specifico, infatti, alla partecipazione che si è avuta a monte del progetto, anche attraverso la circoscrizione, con iniziative pubbliche, vogliamo ulteriormente approfondire eventuali proposte migliorative, con l’obiettivo di alimentare un clima sereno e costruttivo».
Lo studio Il gruppo di lavoro interdirezionale, che «relazionerà al sindaco ed all’assessore in tempi brevi e, comunque, tali da consentire la compatibilità delle eventuali variazioni con lo stato di attuazione del piano», avrà quindi il compito «di analizzare e valutare le possibili soluzioni alternative – presentate dal comitato ‘no cavalcavia’ – che se verranno giudicate praticabili dovranno essere sottoposte al soggetto attuatore»
