L'area di Cospea

di M. To.

Più che di un cavalcavia, sembra di parlare delle montagne russe. Perché non c’è un attimo di tregua. Con il comitato che si oppone alla sua realizzazione che, adesso alza ulteriormente il tiro e punta dritto al cuore della giunta comunale.

La giunta Nei giorni scorsi, infatti, la giunta ha giunta comunale ha ‘fatto proprie’ le valutazioni contenute nell’atto di indirizzo, votato dai soli componenti di maggioranza della prima commissione consiliare, con le quali si chiedeva di «analizzare e valutare le soluzioni avanzate dai cittadini proponenti o altre soluzioni alternative e per determinare nei tempi più brevi una risposta concreta che possa approdare ad una modifica del piano attuativo».

I tempi Ma secondo il presidente del comitato ‘No cavalcavia’, «l’amministrazione comunale, sulla base delle osservazioni presentate da noi e protocollate il 3 aprile, avrebbe dovuto ravvedersi in virtù dell’autotutela e riconvocare il consiglio con lo stesso ordine del giorno, in quanto ne sussistevano i presupposti ed i tempi, tenuto conto che l’ultimo giorno utile sarebbe stato il 9 aprile».

Il passato Il comitato, per avvalorare ulteriormente le osservazioni, «ha verificato che il consiglio comunale della precedente amministrazione, guidata dall’allora sindaco Raffaelli, nel periodo compreso tra il giorno 8 aprile 2009, data di emanazione del decreto dal prefetto di Terni per le elezioni amministrative del 7 giugno 2009 ed il quarantacinquesimo giorno antecedente tale data, si riunì ben quattro volte e furono adottate complessivamente 48 deliberazioni».

La questione Insomma, il comitato ‘No cavalcavia’ dice che «poiché il modus operandi tra le due amministrazioni risulta discordante e l’una smentisce l’altra, la domanda che si fanno i cittadini è: quale delle due ha agito correttamente? Se fosse l’amministrazione Di Girolamo ad aver ragione, tutti gli atti che furono deliberati dall’amministrazione Raffaelli sarebbero stati nulli, qualora fossero stati impugnati, con conseguente danno per i cittadini ternani. Diversamente, se fosse stata l’amministrazione Raffaelli ad aver avuto ragione, oggi i cittadini ternani subirebbero un danno a causa della limitazione dell’attività amministrativa per l’estensione della sospensione dell’attività deliberativa del consiglio comunale».

I timori Il presidente del comitato dice che «si teme che l’approvazione del sopra citato atto di indirizzo sia un palliativo per scavalcare il periodo elettorale, dopodiché, si risolverà con un buco nell’acqua. Infatti, cosa vuol dire ‘nei tempi più brevi’? La giunta comunale esca dall’equivoco e, con un atto di umiltà, ponga riparo e riconosca l’importanza di far proprio il lavoro della commissione tecnica incaricata prima delle elezioni, dato che ci sono tutti i presupposti in quanto mancano oltre quaranta giorni ed il personale delle direzioni coinvolte è riconosciuto altamente qualificato e capace di pronunciarsi entro tale periodo, tenuto, altresì, conto che attualmente risulta meno oberato di lavoro a causa delle magre disponibilità finanziarie dell’ente».

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