di Francesca Torricelli
Tornano a farsi sentire. Il ‘Comitato no cavalcavia – pro Cospea’ continua la ‘lotta’ nella vicenda del «cavalcavia in via Alfonsine». Per sbloccare la vicenda è «fondamentale chiarire l’uso che viene fatto di quell’area di circa 500 metri quadrati, di fronte all’ingresso del centro commerciale Cospea, che si presume di proprietà del Comune di Terni».
Passo indietro Il Comitato, nel dicembre 2012, aveva inoltrato al sindaco, una nota «contenente – spiega il presidente Moreno Castellucci – quattro proposte di soluzioni alternative alla costruzione del contestato cavalcavia. Tre delle quali prevedono l’utilizzo dell’area di fronte all’ingresso. Purtroppo, tale area, risulta inserita all’interno di una proprietà privata prospiciente al centro commerciale Cospea, a pochi metri dal suo ingresso».
L’area Da «circa vent’anni viene usata – continua Castellucci – come parcheggio per il centro commerciale, ma, recentemente risulta utilizzata, in accordo con l’Asm, come stazione di raccolta degli imballaggi delle attività commerciali, con stazionamento fisso di due cassoni e da diversi giorni addirittura come deposito di materiale da smaltire, ingombrante e inquinante». L’impatto ambientale «è ben visibile ai passanti e ai residenti che lo subiscono quotidianamente. Oltretutto l’area operativa, non essendo protetta perimetralmente, costituisce seri problemi di sicurezza durante il funzionamento e durante la manovra di prelievo e di riposizionamento dei cassoni».
Le richieste Il Comitato «aveva già chiesto chiarimenti in merito. Il mancato riscontro e l’ostinato silenzio sulla vicenda non fanno altro che legittimare logiche deduzioni su quale potrebbe essere il probabile motivo per il quale si insista sulla costruzione del cavalcavia, nonostante siano state proposte soluzioni alternative, per la cui realizzazione, però, è indispensabile avere a disposizione tale area». Anche se, almeno in parte, le risposte da parte dell’assessore Marco Malatesta, c’erano già state: «Non possono avere delle risposte immediate, perché, intanto non sappiamo ancora quando inizieranno i lavori e in più, oltre alle loro, stiamo valutando anche altre proposte e solo più avanti decideremo quale potrà essere la migliore».
La polemica Il Comitato, allora, rivolge nuove domande all’amministrazione comunale: «Vorremo capire, innanzi tutto, a chi appartiene quell’area. Poi ci domandiamo perché viene utilizzata anche per la raccolta e deposito di materiale da smaltire, senza un minimo rispetto per il decoro della città, visto che, nel retro dell’ipermercato, è già esistente una stazione. Infine, vorremo capire se, qualora siano stati stipulati atti in merito alla destinazione d’uso, perché non è stato sentito il condominio proprietario dell’area». Castellucci, a nome del Comitato, chiede quindi che «il sindaco chiarisca pubblicamente, fornendo risposte precise ai cittadini, citando eventuali atti».
