L'ingresso dell'area dedicata ai cani

di Marco Torricelli

Per esistere, esiste già. Ma l’area che il Comune aveva destinato – e attrezzato – a quella che viene definita la ‘libera sgambatura’ dei cani – un posto dove possono essere lasciati liberi di correre e giocare, senza guinzaglio o museruola – è di fatto inutilizzata e in uno stato precario.

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La proposta A farsi avanti, il 26 marzo scorso, è stato un comitato di quartiere, formato da alcuni proprietari di cani, che ha chiesto al Comune di Terni di stipulare un accordo di convenzione per l’affidamento e la tutela dell’area di via Guido Mirimao, l’ex via Delle Mura, a ridosso del parco della Passeggiata.

Il regolamento La proposta è arrivata perché nel regolamento comunale ‘per la tutela e difesa degli animali, per favorire il migliore rapporto uomo-animale ed ambiente’ è prevista la «competenza di quartiere». Il Comune può cioè stipulare delle convenzioni con comitati di gestione, formati dai cittadini, per la tutela e l’affidamento a titolo gratuito di aree pubbliche dedicate ai cani.

Gli animali In queste aree che, prevede il regolamento, dovranno essere «dotati di apposita cartellonistica, nonché delle opportune attrezzature», sarà consentito «ai conduttori dei cani far correre e giocare liberamente gli animali, senza guinzaglio e museruola, sotto la vigile responsabilità degli accompagnatori».

I cancelli Con due precisazioni importanti: «Il cane di carattere aggressivo deve comunque essere munito di museruola», e «i cancelli pedonali di accesso all’area devono sempre essere richiusi una volta entrati e usciti dall’area».

L’accordo Tra il Comune e il comitato – la presidente è Claudia Lamanna – verrà stipulato un accordo che prevede l’affidamento gratuito dell’area, a fronte dell’impegno, da parte del comitato di gestione, della «pulizia da cartacce e rifiuti vari, lo svuotamento giornaliero dei cestini porta-rifiuti, la raccolta immediata degli escrementi dei cani, il taglio della vegetazione, la costante chiusura del cancello pedonale ed eventuali ulteriori operazioni di cura e mantenimento». Il comitato dovrà anche assicurare «l’accesso all’area di sgambatura anche ai proprietari di cani che non fanno parte del comitato stesso».

Il Comune L’ente locale dovrà «qualora ancora non sia stato effettuato», curare «l’allestimento dell’area, compresa la realizzazione della recinzione, degli eventuali arredi e della cartellonistica informativa». A carico del Comune, poi, resteranno le manutenzioni straordinarie, comprese le potature delle piante, la messa a dimora di nuove piante e la manutenzione ordinaria, escluso il taglio della vegetazione».

La durata La convenzione ha una durata di 24 mesi e sarà sottoposta a monitoraggio: «Trascorso un anno dalla stipula – è scritto nel protocollo – verrà approvata la relazione di monitoraggio, valutati gli obiettivi raggiunti e definito se la gestione senza scopo di lucro, secondo il modello previsto dal regolamento, è efficiente ed efficace nell’interesse generale previsto dal regolamento di riferimento».

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