Fiorai aperti, luci accese. E un fiume di gente che «neanche la domenica a mezzogiorno». È la notte di Natale al cimitero di Terni. Dalla messa celebrata da padre Mario in una chiesa gremita all’inverosimile, ai cancelli che si aprono alle undici per chiudersi due ore più tardi. In mezzo, l’umanità di una città che non dimentica i propri cari.
Tradizione È dalla notte di Natale del 1956 che il cimitero apre i suoi cancelli alla gente, per quella che – dopo 57 anni – è a tutti gli effetti una tradizione. E anche quest’anno sono state tantissime le persone, di ogni età, che hanno voluto ricordare chi non c’è più. Torce elettriche e lampade in mano, si sono incamminate per portare una preghiera e un fiore. Un rito silenzioso e sentito come lo è la Santa Notte.
Fiume di gente In centinaia hanno varcato i due ingressi aperti: il principale e quello a Sud. Un flusso controllato dall’occhio attento degli addetti del comune che per questo servizio non prenderanno un solo euro: «Non ci interessa, lo abbiamo fatto per i cittadini e perché è una tradizione entrata nella nostra cultura». Anche padre Mario Lendini, carismatico cappellano della chiesa di Santa Maria del Monumento, li ha voluti ringraziare durante la messa di mezzanotte. Una funzione seguita da centinaia di persone, fuori e dentro la chiesa dove era impossibile trovare un solo posto libero. E anche chi ogni notte anima il piazzale con il suo triste ‘viavai’, in cerca del nulla, per una volta non si è fatto vedere. Rispettando sì gli altri, ma anche sé stesso.
