di F.T.

Nessuna udienza, anche se per la vicenda c’era una citazione diretta davanti al giudice di pace con tanto di indagati per lesioni colpose lievi. Archiviata la questione giudiziaria, con il ritiro della querela, sul campo resta un problema aperto: il comune di Terni non è coperto da assicurazioni – almeno per danni minimi – nel caso in cui i cittadini si facciano male. Mettendo ad esempio, ed è il caso in questione, un piede in una buca.

Come funziona A saldare il tutto, di fronte al riconoscimento dell’eventuale danno e della responsabilità, è lo stesso comune attraverso un ‘ufficio sinistri’ – nome epico – collegato alla stessa avvocatura comunale. Ma facciamo un passo indietro.

La storia La sera del 10 aprile di quest’anno un uomo, che di mestiere fa il carabiniere, si trova a passare a piedi lungo viale Trieste. Di luce non ce n’è molta, così non si accorge di una buca bella grossa lungo il marciapiede. Ci finisce dentro e si ritrova a terra, con conseguente distorsione alla caviglia. Sul posto arriva anche la municipale che prende nota di tutto, rimostranze incluse. Poi l’uomo va al pronto soccorso dove gli prestano le cure necessarie e fissano la prognosi in dieci giorni.

‘Picche’ e querela Strada buia e buca non riparata: per l’uomo, assistito dall’avvocato Stefano Colalelli, la responsabilità dell’infortunio è legata in primis ad una cattiva manutenzione della strada. In breve, secondo lui deve pagare il comune. Ma quando si attiva per ottenere il risarcimento, scopre che non c’è più alcuna assicurazione che copra l’ente – e il cittadino – da eventuali danni di questo tipo. A quel punto, è luglio, capisce l’aria e fa partire la querela nei confronti dell’ente, con la procura che si muove di conseguenza.

Dietrofront La citazione diretta davanti al giudice di pace per lesioni colpose lievi, fissata per il 25 marzo del 2015, arriva al sindaco Leopoldo Di Girolamo e ad un funzionario della direzione lavori pubblici, responsabile della manutenzione delle strade. Nel frattempo però anche gli uffici comunali compiono i propri passi, con tanto di istruttorie, verifiche e acquisizione di atti. Alla fine l’ufficio sinistri decide che il danno debba essere risarcito e fa partire il bonifico. Scontata a quel punto, ed è notizia di giovedì, la remissione della querela. Davanti al giudice insomma non ci finirà nessuno.

Dubbi La vicenda apre però alcuni interrogativi: il primo è legato alla scelta del comune di non ricorrere ad assicurazioni che coprano danni di questo tipo. Ed è da verificare se per problemi più gravi, la copertura civile sia comunque garantita. Il secondo è legato al ‘vaso di pandora’ che rischia di aprirsi nel momento in cui tutti i soggetti che si ritengono in qualche modo danneggiati, decidano di presentare denuncia, bypassando la classica azione civile. Una ‘forzatura’ che almeno in questo caso sembra aver ridotto i tempi.

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