di M.T.

A sollevare la questione del ‘bonus maturità’ era stata un’insegnante ternana, Laura Crovari, che aveva scritto una ‘lettera aperta’ al ministro dell’università, Maria Chiara Carrozza, che aveva scatenato un putiferio. E ora il governo fa marcia indietro. Il ministro spiega che «è stato di difficile attuazione,  ma resta fermo che penseremo a una valorizzazione del curriculum scolastico, anche in termini di borse di studio, per gli studenti che accedono all’università».

La protesta «In base alla prevista versione del bonus – aveva spiegato Crovari, che insegna al liceo classico ‘Tacito’ – andrà a finire che, al massimo, uno studente su cinque, in una classe, potrà aspirare al bonus, perché in molte delle centinaia di commissioni che operano sul territorio nazionale la soglia di sbarramento per accedere al bonus non corrisponderà allo stesso voto d’esame. E non parlo di scostamento di 1 o 2 voti, ma anche di differenze macroscopiche, che daranno luogo ad ingiustizie e disparità di trattamento, anch’essi macroscopici».

L’attacco Sulla vicenda era intervenuto anche il senatore del Pd, Gianluca Rossi, che aveva presentato un’interrogazione in commissione: «La soppressione del calcolo dei percentili – commenta – è una scelta di grande saggezza da parte del governo. Tale soppressione è anche frutto del confronto che abbiamo svolto al senato, circostanza che ricolloca l’azione parlamentare al centro delle sue funzioni». Per il senatore democratico «investire sulle nuove generazioni significa restituire linfa vitale, con l’auspicio di vedere i giovani di talento radicarsi qui, senza più dover emigrare per raggiungere i loro sogni».