La scuola De Filis

«All’istituto De Filis diretto dal preside-assessore Carla Riccardi i ‘bidelli’ non puliscono la mensa, ma a effettuare il servizio è una coop a cui il Comune ha affidato il servizio». Torna all’attacco la Uil-Fpl che già nel novembre scorso aveva sollevato il caso del personale della scuola di via Antiochia che tra le mansioni, questa la denuncia del sindacato, non conterebbe la pulizia del refettorio, a dispetto di quanto avverrebbe in tutti gli altri istituti di Terni.

Uil all’attacco del preside-assessore Riccardi E il caso è delicato perché a dirigere la scuola c’è l’assessore alla scuola Riccardi: «Sembra che nulla sia cambiato alla De Filis nonostante il nostro intervento – si legge in una nota della Uil-Fpl – volto a far chiarezza sulla spesa pubblica del municipio e nell’ambito del quale ipotizzavamo che nel caso di estensione dello stesso trattamento a tutte le scuole un aumento per il Comune delle spese su base annua di circa 200 mila euro».«»

Spetta ai ‘bidelli’ pulire la mensa? Una bella somma che il municipio, per il momento, non spende: «Lascia perplessi che il trattamento apparentemente di favore riservato alla De Filis diretta dalla Riccardi sia stato disposto dal Comune dove la stessa Riccardi svolge proprio il ruolo di assessore alla scuola. Se pulire i pavimenti del refettorio spetta ai ‘bidelliì alle dipendenze lo devono fare anche alla De Filis, se invece spetta al Comune allora per uniformità di trattamento la ditta esterna dovrebbe intervenire anche in tutti gli altri istituti».

«Non tolleriamo privilegi» Un ragionamento che non fa una piega, tanto che ad alzare la voce sono direttamente gli operatori delle altre scuole che, attraverso la segretaria provinciale di Uil scuola, Lucia Marinelli, sostengono: « vero che le scuole tutte della Provincia di Terni versano in condizioni di disagio per il fatto che i ‘bidelli’ sono stati ridotti nel numero e l’organico è all’osso. Tuttavia si tratta di un problema generale che riguarda tutte le scuole e non solo la De Filis, perché allora questo ‘privilegio’ è stato concesso solo alla De Filis?». Il sindacato attende chiarimenti.

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