Il direttore Andrea Casciari (foto Toni)

di Marco Torricelli

L’attacco è diretto. La ‘parata e risposta’, pure. Il duello è tra il Movimento 5 Stelle e l’azienda ospedaliera di Terni è l’oggetto del contendere è la banca del cordone ombelicale.

La Bco La ‘banca’, «fortemente voluta dal compianto dottor Giampaolo Palazzesi – dicono i ‘grillini’ – avrebbe rappresentato l’unica realtà nella nostra regione, nonché una delle 20 in Italia, per la raccolta e la conservazione di cellule staminali prelevate dal sangue del cordone ombelicale al momento del parto. Tali cellule staminali avrebbero costituito una ‘riserva’ per futuri utilizzi sia a favore dell’individuo donatore sia, soprattutto, per molti altri individui, essendo cellule potenzialmente adatte ad essere ricevute da altri pazienti».

I fondi La costituzione della Bco, «autorizzata tra l’altro anche dalla Regione Umbria – dice il M5S – ha comportato una lunga gestazione sia in termini burocratici sia economici, per la cui soluzione il dottor Palazzesi è stato costretto a reperire fondi dalla fondazione Chianelli, dalla fondazione Carit di Terni e anche da investimenti di denaro pubblico. Purtroppo la prematura scomparsa del dottor Palazzesi ha interrotto la realizzazione della Bco, proprio quando essa era in dirittura d’arrivo ed è ormai chiaro che dell’intera questione nessuno vuole farsi carico: né Perugia, né l’Azienda ospedaliera di Terni e men che meno il Servizio trasfusionale».

La polemica Secondo il M5S, «tutta la strumentazione acquistata, tra l’altro ancora imballata e del valore di almeno un milione di euro, giace nei meandri del primo seminterrato dell’ospedale. Che fine farà, chi se ne occuperà? L’Azienda ospedale, interpellata ufficialmente, attraverso il cittadino portavoce Stefano Lucidi, si è, sino ad ora, rifiutata di dare spiegazioni, mentre sarebbe doveroso e giusto poter capire fino in fondo cosa si nasconde sotto questa vicenda».

Casciari Le replica del direttore generale dell’azienda ospedaliera di Terni è decisa: «Intanto non è vero che ci siamo rifiutati di dare spiegazioni, visto che abbiamo risposto, con una nota scritta e protocollata, dicendo le cose che adesso dico anche a lei». Prego: «Quando io sono arrivato – spiega Casciari – ho trovato la procedura già chiusa e non certo per scelta del mio predecessore, ma perché la Regione stava pensando ad una diversa organizzazione, cosa peraltro ribadita più volte, anche in sede istituzionale, dall’assessore regionale alla sanità, Franco Tomassoni».

Screening Per la banca del cordone ombelicale, ricorda Andrea Casciari, «si sta lavorando ad una convenzione interregionale (con la Regione Toscana o con l’Umberto I° di Roma; ndr) per individuare una sede unica che permetterà un notevole abbattimento dei costi, ma che non ne ridurrebbe l’efficienza e la funzionalità. Una soluzione – conclude il direttore dell’azienda ospedaliera di Terni – che consentirà anche di mettere in rete la grande professionalità dimostrata dal personale che, fino ad oggi, ha lavorato a questo progetto».

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