di Marco Torricelli
La faccenda l’aveva riproposta, nei giorni, scorsi, il segretario della Cgil di Terni, Attilio Ronamelli: «Non abbiamo apprezzato l’atto di indirizzo, in consiglio comunale, sulla privatizzazione dell’azienda farmaceutica e ci auguriamo che l’argomento possa essere nuovamente affrontato, con atteggiamenti meno ragionieristici».
La privatizzazione Perché l’azienda farmaceutica municipalizzata (Asfm), ha stabilito la giunta comunale il 23 ottobre scorso, deve essere privatizzata. A deciderlo dovrà essere il consiglio comunale, ma c’è stato chi, come il consigliere del Pd, Ermanno Ventura, ha chiesto che il Comune si faccia prima dare un parere dalla Corte dei conti «per acquisire elementi fondamentali per una corretta e consapevole valutazione giuridica» e magari per evitare guai.
Assofarm Nel frattempo il coordinamento regionale di Assofarm – che rappresenta a livello istituzionale e sindacale le aziende speciali che gestiscono le farmacie pubbliche – ha deciso, quasi a ratificare il risultato ottenuto dall’Asfm ternana, di chiamare al suo vertice il presidente, Stefano Mustica; con Francesca Di Stefano (presidente degli istituti riuniti di Cannara) coordinatrice per i progetti di sviluppo; Raimondo Cerquiglini (Afas Perugia), Antonio Tabascio (Farmacie comunali Bastia Umbra), Ilario Baratta (Afc Spoleto) responsabili della parte tecnico scientifica.
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La gestione Sotto l’attuale gestione, il cui consiglio di amministrazione (il presidente Stefano Mustica e i due consiglieri, Lorenzo Filippetti e Raquel Justine Grifoni) è in carica dal 6 agosto 2010, quando fu nominato dal sindaco Di Girolamo, l’Asfm è passata da un passivo di circa 400mila euro ad un attivo di poco superiore ai 14mila euro, che secondo il Cda, «rappresenta il definitivo risanamento dell’azienda», che ora può essere considerata tra quelle «in grado di generare valore».
Le prospettive L’azienda, spiega Mustica «ha confermato che, con una gestione accorta e con la straordinaria collaborazione di tutto il personale, può recitare un ruolo da protagonista in un mercato difficile e nel quale si è ritagliata spazi importanti, entrando in diretta competizione con i privati e, spesso, conquistandosi spazi prima di loro esclusiva pertinenza».
Nessuna polemica Il presidente precisa che «da parte nostra non c’è nessuno spirito polemico o di chiusura rispetto alle valutazioni di carattere politico che sono alla base del dibattito in corso sul futuro dell’azienda», ma «quello che ci piace ricordare e che lasceremo in dote a chi gestirà il futuro delle farmacie ternane, è che adesso la programmazione può essere fatta in un’ottica di sviluppo e non più di ristrutturazione».
Il futuro Uno sviluppo che, tanto per dirne una, potrebbe passare per l’acquisizione dei locali in cui sono collocate le dieci farmacie comunali – la liquidità per farlo ci sarebbe, mentre nel bilancio dell’azienda gli affitti pesano per circa 250mila euro all’anno – che, unita al consolidamento di quello che Mustica definisce «il percorso economico virtuoso avviato» permetterebbe di puntare ad un bilancio 2014 in utile per una somma abbondantemente superiore al mezzo milione di euro.
