di Marco Torricelli
Consegnata. Con tanto di documentazione su carta intestata del ministero dei Trasporti. È già sul tavolo del prefetto, Vittorio Saladino, la documentazione messa a punto dal Comune e che potrebbe mettere la parola fine alla querelle sull’autovelox di viale dello Stadio.
Regolare L’impianto, tanto per farla breve, sarebbe a norma. Questa almeno, la posizione del sindaco, che già nei giorni scorsi aveva fatto capire di essere tranquillo, tanto da autorizzare le direzioni della polizia municipale e della mobilità ad uscire allo scoperto: «Viale dello Stadio, classificata dall’amministrazione comunale come strada urbana di scorrimento – avevano spiegato – possiede tutti i requisiti che il codice della strada prevede per tale classificazione». E, quanto alle misure adottate, «rientrano a pieno titolo nelle azioni promosse per rendere più sicure le strade cittadine» e i cui risultati saranno illustrati, martedì mattina, dal sindaco, Leopoldo Di Girolamo, dall’assessore alla Mobilità, Luigi Bencivenga e dal comandante della polizia municipale Federico Boccolini.
Il prefetto Un capovolgimento assoluto, insomma, rispetto alle risultanze della perizia che la polizia stradale ha svolto su richiesta del prefetto e che aveva fatto sì che il comitato che si oppone all’autovelox, lanciasse una serie di proclami: «Chiederemo allo stesso prefetto di imporre lo spegnimento dell’impianto», per cominciare. Poi due raccolte di firme: «La prima per un esposto collettivo da presentare in Procura, per chiedere che si indaghi sui possibili risvolti legali» e la seconda «nella quale chiedere al Consiglio comunale di votare un atto di indirizzo che impegni la giunta a spegnere l’autovelox, a riportare il limite di velocità a 50 chilometri orari e a rimuovere lo spartitraffico», costato, per la cronaca, più di 40 mila euro.
Ultimatum Dava tempo «novanta giorni», il comitato al comune «per mettere in pratica ciò che chiediamo», compresa la restituzione dei soldi a chi aveva già pagato la multa, minacciando «una class action che, per il comune, potrebbe rivelarsi un autentico salasso». E Leo Venturi, consigliere comunale di minoranza, aveva sposato la causa, affermando che si trattava di «una scelta indispensabile, se si vuol ridare un senso al governo della città, perché invece di piazzare gli autovelox, se davvero si pensa alla sicurezza dei cittadini, si deve prima fare manutenzione alle strade, che invece versano in condizioni pietose».
I ricorsi Un buon numero di multati ha già provveduto a presentare ricorso, al giudice di pace o direttamente al prefetto. L’altissima percentuale di accoglimento dei ricorsi aveva fatto gridare vittoria al comitato, ma se, come sembra, il ministero ha dato ragione al comune, si potrebbe aprire la serie dei contro-ricorsi, del comune, al consiglio di Stato. Che non potrebbe che dar nuovamente ragione al comune. Anche di questo, c’è da scommetterci, si parlerà martedì mattina.
