di Francesca Torricelli
È un posto che i bambini non dovrebbero mai vedere. Purtroppo però, per fatti che nella maggior parte dei casi sono costretti a subire, alcuni di loro ci si ritrovano dentro. Perché tutto questo sia meno traumatico possibile, lunedì mattina nel tribunale di Terni, è stata inaugurata una stanza dal nome ‘aula di ascolto protetto per i minori’.
Agevolazioni La realizzazione di questo locale «fa parte di un progetto nazionale partito circa 2 anni fa», spiega Flavia Pozzolini, presidente nazionale del Soroptimist International d’Italia. «È un’aula che agevola l’ascolto dei minori e rende il processo più giusto sia nei loro confronti che in quelli dell’incolpato. Inoltre, in molte istituzioni giudiziarie, realizza un forte risparmio economico, perché in alcuni tribunali l’ascolto del minore non veniva realizzato all’interno della struttura, ma al di fuori e a pagamento».
Può aiutare Tutto questo «si introduce – interviene il Presidente del tribunale, Girolamo Lanzellotto – in un momento particolarmente importante per le realtà giudiziarie. Dicevamo con la presidente Flavia Pozzolini, che l’attrezzare un luogo come questo per rendere più agevoli i colloqui e gli ascolti dei minori, non elimina certo il trauma del coinvolgimento dello stesso in problematiche più grandi di lui, tuttavia può aiutare. Ecco, per questo ci siamo attivati per favorire questa iniziativa, il cui merito va interamente riconosciuto al Soroptimist».
Un luogo confortevole Il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, presente all’inaugurazione ha voluto ringraziare il «Soroptimist International d’Italia per questo progetto. Come ben sappiamo i tribunali sono luoghi impersonali, come è giusto che sia, perché gli imputati non trovino in un ambiente favorevole. Per i bambini però non deve essere così». Una stanza con queste caratteristiche «aiuterà i fanciulli che potranno farsi ascoltare in maniera tranquilla, senza lasciare in loro brutti ricordi. Guardandola non si vede un grandissimo impegno economico, ma secondo me è giusto così, perché la prima cosa che si vede è una stanza colorata, ricca di giochi, confortevole e piena di amore e sentimento delle persone che l’hanno allestita».
