di Marco Torricelli
Giovedì, all’Ast, sono iniziate le assemblee dei lavoratori, che devono esprimersi sull’ipotesi di accordo, siglato alla fine di ottobre, sulla nuova organizzazione interna e della relativa mobilità. Ma alla Ugl, di fatto rimasta fuori, la faccenda non è andata giù.
Le assemblee In effetti, stante anche l’attivismo che l’Ugl aveva dimostrato – era presenta anche al ‘viaggio della speranza’, che aveva portato una delegazione istituzionale e sindacale a Strasburgo – l’assenza alle assemblee non era passata inosservata: «I lavoratori, non solo i nostri iscritti – racconta il segretario ternano della Ugl, Daniele Francescangeli – ci hanno fatto notare la stranezza e credo sia il caso di spiegare cosa sia successo».
La conferenza Quando si cominciò a parlare di date, per le assemblee, dice Francescangeli, «facemmo presente che dal 7 al 9 novembre il nostro sindacato sarebbe stato impegnato nella conferenza programmatica nazionale e, quindi, chiedemmo di farle svolgere nei giorni successivi, ma non c’è stato verso. Gli altri sindacati hanno deciso di andare avanti lo stesso, senza tener conto del fatto che la Ugl, all’interno dell’Ast, oggi rappresenta circa l’8% dei lavoratori».
Roma Tanto più che a quella stessa conferenza nazionale della Ugl «c’è stato un ospite, gradito e propositivo, come Maurizio Landini, il segretario nazionale della Fiom Cgil – spiega Francescangeli – che ha preso parte ad un dibattito, con il nostro segretario, Giovanni Centrella, su un tema non casuale, come ‘L’immagine e la realtà: stato della rappresentanza e della rappresentatività, oggi, nel nostro Paese’. Portando, peraltro, un contributo di idee molto apprezzato».
Terni Mentre nella capitale ci si confronta, rincara la dose Francescangeli, «a Terni si percorre un’altra strada, decisamente meno propositiva» e ricorda come «il 18 giugno scorso, in occasione della manifestazione in difesa delle acciaierie, al nostro segretario non fu permesso di salire sul palco degli oratori. L’Ugl, come si ricorderà, decise allora; proprio perché il nostro obiettivo non è la polemica, ma la difesa dei lavoratori; di tenere un profilo basso e decidemmo di sfilare comunque in corteo, proprio a fianco dei lavoratori».
I rapporti Lo ‘strappo’, in una fase delicata come quella che le acciaierie, ma più in generale l’intero settore produttivo ternano stanno vivendo, rimette al centro dell’attenzione il tema dei rapporti che esistono – o non esistono – tra le organizzazioni sindacali locali e le relazioni che tra le varie forze sindacali esistono con le associazioni datoriali ed i lavoratori. Un tema complesso, sul quale forse sarebbe necessario – da parte di ciascuno – uno sforzo di chiarezza.
