Un disabile

Confronto fra gli enti, innovazione del sistema di welfare territoriale e fondi aggiuntivi per le strutture operanti sul territorio. Sono questi i capisaldi dell’accordo presentato lunedì mattina da Usl n°2 e Comune di Terni, che hanno incontrato le associazioni aderenti alle tre federazioni regionali maggiormente rappresentative dei diritti delle persone con disabilità – Fish Umbria – Federazione italiana per il superamento dell’handicap, Fand – Federazione tra le associazioni nazionali di disabili, e Fada – Federazione associazioni diversamente abili. Sul piatto, alcune questioni salite o tornate alla ribalta della cronaca nelle ultime settimane, dall’attesa apertura del centro La farfalla all’accesso negato ai disabili alla piscina riabilitativa di viale Trieste , fino alla realizzazione del dipartimento di Salute mentale.

Unità d’intenti Per conciliare l’appropriatezza di interventi e servizi con la sostenibilità del sistema. Welfare, anche in termini di rispondenza ai princìpi della Convenzione delle Nazioni unite sui diritti delle persone con disabilità, Usl, Comune e federazioni «hanno condiviso la necessità di ricorrere all’impiego del modello di presa in carico globale fondato sul ‘Progetto individuale’ (così come previsto dalla Legge n. 328/2000)», ricorda la Fish Umbria.

Sperimentazione a ‘La farfalla’ L’incontro di lunedì ha sancito anche la prossima apertura del centro ‘La farfalla’, residenza destinata ad ospitare persone con disabilità prive del supporto familiare, ‘inaugurata’ nella scorsa campagna elettorale regionale ma mai entrata in funzione, tanto da costringere chi ne aveva bisogno a rivolgersi alle residenze attive a Assisi, Foligno e Spoleto. Secondo quanto assicurato dal direttore generale dell’Usl 2, Sandro Fratini, la struttura sarà presto operativa ed ospiterà «presso la medesima struttura, anche una ‘comunità alloggio’, a seguito delle necessità di rispondere agli elevati bisogni assistenziali delle persone con disabilità che richiedono interventi con una maggiore componente sanitaria», oltre al ‘Dopo di noi’ inizialmente autorizzato, con 6 posti letto + 2, a fronte dei 12 disponibili.

Maggiore capacità abitativa La sperimentazione ha lo scopo di offrire «una modalità assistenziale aggiuntiva a quelle già presenti (e previste dalla normativa regionale), integrata da risorse aggiuntive rispetto a quelle previste dalle disposizioni regionali, e prevede di utilizzare fino al 50% dei posti letto disponibili per le persone con disabilità il cui bisogno assistenziale è particolarmente elevato a causa di condizioni di salute non stabilizzate e per le quali si stima un incremento di circa il 40% delle risorse previste dalla normativa regionale (in particolare dalla Delibera di Giunta Regionale n. 21/2005)», ricorda la Fish Umbria.

Monitoraggio dei progetti Le associazioni coinvolte hanno quindi concordato con Fratini e l’assessore alle Politche sociali del Comune di Terni Francesca Malafoglia la possibilità di «monitorare, in un percorso congiunto con il Comune e la USL Umbria n. 2, l’iter di valutazione dell’attuazione e dell’impatto dei Progetti Individuali, ferma restando titolarità e competenza esclusiva dell’Azienda Sanitaria nella predisposizione dei Progetti Individuali per ciascuna persona ospite del centro ‘La Farfalla’».

Il bando per la piscina Soluzioni in vista anche per la piscina di viale Trieste dopo le proteste  dei genitori dei ragazzi disabili per il mancato accesso alla vasca per la riabilitazione raccolte da Umbria 24, dopo che l’attività in acqua gestita dalla Asl e partecipata dal comune non era più ripresa a seguito della consueta pausa estiva. Il direttore generale dell’Usl 2 Fratini ha infatti annunciato che «è stato pubblicato l’avviso di manifestazione d’interesse circa l’impianto di piscina ad uso natatorio finalizzato al recupero ed alla riabilitazione fisica di persone con disabilità, mediante la stipula di apposito contratto».

Il dipartimento di Salute mentale Infine, avrà presto risposta la richiesta di attivare presso l’Asl il servizio di assistenza ai disabili mentali con più di 18 anni, che, come denunciato dall’associazione Aladino onlus non è stato finora assicurato «per la mancanza di operatori specializzati». Fratini ha proposto di «realizzare un unico dipartimento di Salute mentale, che comprenderà i distretti socio-sanitari dell’Usl Umbria n. 2, cui potranno accedere tutte le persone che necessitano di un intervento di natura psichiatrica e psicologica, al di là di condizioni di salute legate a menomazioni che riguardano le funzioni e/o le strutture motorie o cognitive di altra natura. Nel nuovo assetto la Neuropsichiatria infantile e dell’età evolutiva rimarrà di carattere territoriale, vista la sua necessità di porsi in stretto contatto sia con il dipartimento di Salute mentale, sia con i servizi distrettuali». L’auspicio, sollevato da tutte le federazioni federazioni regionali rappresentative dei diritti delle persone con disabilità, è che quindi si provveda alla «costituzione di un dipartimento per persone adulte».

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