di Francesca Mancosu
Terni, si sa, è un ‘sito di interesse nazionale’. Non per le sue bellezze storico-artistiche ma per l’inquinamento di alcune sue aree – l’Acciaieria, gli ex stabilimenti di Papigno, la discarica di vocabolo Valle, e l’ex lanificio Gruber – per le quali mancano dati certi sull’effettiva presenza di inquinanti e sui reali rischi per la salute di noi cittadini. E, se pochi giorni fa, la vicenda della discarica di Papigno è arrivata in parlamento grazie ad un’interrogazione presentata dal senatore Stefano Lucidi, del Movimento 5 Stelle, dal Comune annunciano tempi rapidi per la bonifica dell’ex lanificio. «Entro l’anno – assicurano – termineremo i campionamenti dei terreni e quindi procederemo ai lavori necessari».
Indagini richieste dal ministero dell’Ambiente Per ricostruire lo stato dell’arte, basta dare uno sguardo all’ordinanza comunale firmata dal vicesindaco Libero Paci lo scorso 14 agosto, che evidenziava la contaminazione dell’area ex Gruber e chiedeva, per lo stesso motivo, «la messa in sicurezza d’urgenza della Pineta Centurini nella porzione prossima alla scarpata degradante verso il fiume Nera, per un’estensione di circa 10 metri quadri». Nel provvedimento si legge che fra il 2005 e il 2006, tramite la Conferenza dei servizi il ministero dell’Ambiente ha approvato un piano di caratterizzazione dell’area dell’ex lanificio Gruber, la cui esecuzione ha accertato la contaminazione del suolo, e richiesto al Comune di Terni l’esecuzione di idonee messe in sicurezza d’emergenza. Dopo la redazione della progettazione preliminare e definitiva dell’intervento di bonifica dell’ex lanificio Gruber (e dell’ex discarica di Papigno) insieme a Arpa Umbria, Ibaf-Cnr e Disafri dell’Università della Tuscia, nel 2011 sono finalmente cominciate le indagini sui terreni contaminati, che appunto dovrebbero essere portate a termine entro la fine del 2013.
Terreni contaminati da idrocarburi pesanti «Sul Gruber – fanno sapere dall’ufficio comunale sull’Ambiente – stiamo procedendo con attività di approfondimento distinte da quelle su Papigno, anche se in un primo tempo le aree erano state accorpate. Il sito dell’ex lanificio presenta problematicità minori dal punto di vista ambientale e dovremmo essere in grado di conoscerne gli esiti in tempi più ridotti». Le analisi fin qui svolte hanno evidenziato una contaminazione da idrocarburi pesanti (gasolio, peci, asfalti, paraffine solide, ndr), «forse residui dell’attività della struttura, o forse provenienti da attività non riconosciute. Non sembra essere interessata la falda acquifera che ad un primo esame sembrava essere contaminata fino a 15 metri di profondità». Una volta raccolti, i dati confluiranno in un’analisi di rischio sito-specifica, che dovrà poi essere approvata da Arpa, Regione Umbria, Provincia di Terni e ministero dell’Ambiente. Poi, e solo poi, si deciderà se e come fare la bonifica. «Per il momento – ricordano ancora all’ufficio Ambiente – stiamo pensando ad una bonifica tradizionale, con l’asportazione del terreno, che poi verrebbe trasferito in discarica».
Cittadella del sociale? In attesa di dati certi, sembrano essere ancora in piedi i progetti di riqualificazione dell’area che, bonifica permettendo, dovrebbe un giorno ospitare una ‘cittadella del sociale’. Sempre che si ri-trovino i fondi per farla. «Originariamente – ricorda l’architetto Roberto Meloni, funzionario della direzione Urbanistica – la riqualificazione del Gruber era inclusa nell’ultimo Puc2: era pronto un progetto esecutivo per il recupero di due edifici, con un investimento di un milione e mezzo di euro. Con il tempo, si è visto che i tempi della necessaria bonifica del sito non erano compatibili con le tempistiche richieste dal Puc, quindi i fondi previsti sono stati ridistribuiti su altri progetti (vedi teatro Verdi, ndr). Ora speriamo nella disponibilità di nuovi finanziamenti nell’ambito della programmazione comunitaria, o del piano casa nazionale che dovrebbe essere promosso per il 2014-2020». Lottizzazione in vista, quindi? «Da piano regolatore – assicura l’architetto Stefano Baldieri – sono previsti il recupero di alcuni edifici e nuove costruzioni, ma non a carattere residenziale. Non ci sarà nessuna lottizzazione: solo servizi sociali e comunali, zone verdi e parcheggi».
