La Casa delle musiche (foto U24)

di Francesca Mancosu

Un sogno da rimettere, per ora, nel cassetto. L’idea di riportare in vita il Circuito dei club, lanciata da Piero Grimani e dall’associazione Terni jazz club appena 10 giorni fa, a quanto pare dovrà aspettare tempi migliori. «A meno di sorprese – ricorda Francesco Camuffo, presidente dell’Arci, che per oltre 20 anni ha organizzato la rassegna – sarà difficile dare seguito a questo progetto entro l’anno, ma entro l’estate promuoveremo una serie di appuntamenti al Palazzone e probabilmente riusciremo ad aprire anche la Casa delle musiche».

«Prima il programma culturale» A Terni, la storia è nota, ormai da troppi anni mancano posti dove poter suonare ed ascoltare musica dal vivo. Ma come fare per ovviare a questa stagnazione? «I concerti – prosegue ancora Camuffo – non devono essere visti dagli esercenti solo come un’occasione per fare cassa. Bisognerebbe pensare ad un patto etico fra associazioni ed operatori, a un patto politico fra gli assessorati alla Cultura e al Commercio, che favorisca la nascita di locali che abbiano come core business una programmazione ‘di valore’, e che oltre ai decibel o agli orari rispettino i musicisti». Il modello da prendere a esempio, quindi, sarebbe quello del circolo culturale, alla maniera del ‘Fuori orario’ di Gattatico, a pochi chilometri da Reggio Emilia. «Non deve essere necessariamente targato Arci: per noi va bene tutto, purché l’obiettivo finale non sia solo vendere birre».

Rivitalizzare il Palazzone Ma intanto, l’Arci non sta con le mani in mano e apre un centro interculturale al Palazzone, simbolo della vecchia Terni operaia. «Entro un paio di mesi – continua Camuffo – dovremmo essere in grado di dare vita ad una serie di eventi, presentazioni di libri e concerti. Non avremo contributi comunali, ma ci sosterremo con i proventi del bar».

La Casa delle musiche Di pari passo, proseguono i lavori anche alla Casa delle musiche, che dalla fine di settembre ha preso nuovamente colore grazie al murales realizzato dall’artista ucraino Volodymyr Kuznetsov, ma attende di aprire i battenti dallo scorso decennio. «Abbiamo fatto l’ultimo sopralluogo poco più di un mese fa – racconta ancora Camuffo – e sono in corso le procedure per l’affidamento della gestione della struttura secondo i criteri stabiliti dal bando vinto da due progetti, presentati da Arci, Attenti al kane ed Ephebia, e da Interamna productions. Da qui, sarà costruita una rete con le associazioni del territorio, selezionate attraverso un altro bando pubblico già pubblicato,  e in partenariato con l’istituto Briccialdi. Speriamo di farcela entro l’estate».

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