I sanitari del 118 (foto archivio Fabrizi)

di Marco Torricelli

La donna è anziana, cammina lungo via Cavour, nel pieno centro di Terni, poco dopo le 18 di venerdì in un pomeriggio di pioggia battente. Scivola, perde l’equilibrio e cade, battendo violentemente a terra una spalla ed un ginocchio. Il dolore è fortissimo, la donna è spaventata, la pioggia non smette di cadere. Ed è solo l’inizio.

I soccorsi «Intorno a me – racconta Ambra Beltrame, 80 anni, vedova di Marcello Ghione, l’artista ternano scomparso un anno fa e del quale è stata la compagna di una vita – in un attimo si sono raccolte tante persone, degli autentici angeli, che mi hanno coperto con i loro ombrelli, per cercare di non farmi bagnare troppo, ma naturalmente, visto che il dolore era molto forte, non hanno rischiato di farmi muovere ed hanno subito chiamato il 118, Senza smettere di confortarmi e di provare di tenermi al riparo dalla pioggia».

Il tempo Ma quell’ambulanza non arrivava mai: «Hanno anche provato a richiamare, per sollecitare – racconta ancora Ambra Beltrame – ma intanto io ero lì, a terra, con il dolore che aumentava, bagnata ed infreddolita». Poi, «dopo quasi un’ora, l’ambulanza è arrivata, c’erano l’autista ed un operatore, ma nemmeno l’ombra di un medico. Mi hanno detto che arrivavano da Acquasparta e senza tanti complimenti; tanto che ho battuto, di nuovo, violentemente la spalla; mi hanno caricata e portata in ospedale».

Le visite Lì le cose sono migliorate: «Ho avuto la fortuna di essere affidata ad un dottore, di cui non ricordo il nome – dice Ambra Beltrame – ma so che era straniero e che ha mostrato grande sensibilità nei miei confronti, rincuorandomi oltre che prendendosi cura di me, con grande professionalità, sotto il profilo medico».

Il servizio Dal luglio scorso  in Umbria è attiva un’unica centrale operativa del 118, che deve smaltire le circa 60 mila chiamate all’anno che arrivano dai cittadini. L’avvio – a la successiva fase operativa – della ristrutturazione, che ha portato alla soppressione delle  centrali di Terni e Foligno, non sono stati esenti da tensioni, specialmente dal fronte sindacale. L’impegno, quando venne annunciata la novità, fu quello di una revisione delle 32 postazioni presenti sul territorio con annessi mezzi (tre auto mediche e 41 autoambulanze).

L’amarezza e la riconoscenza Adesso Ambra Beltrame è a casa: «La spalla è lussata ed il ginocchio, che per fortuna non è rotto, è davvero mal ridotto e gonfio da far spavento; ma il peggio è passato e se me lo permette vorrei, prima di tutto ringraziare di cuore tutte quelle persone, quegli angeli, che si sono prese cura di un’estranea in un pomeriggio di pioggia ed il bravo dottore; ma vorrei anche chiedere che quel servizio o, per essere più precisi, quel disservizio di cui sono stata vittima, venga migliorato ed in fretta. A me, per fortuna – conclude – non è successo nulla di particolarmente grave, ma mi chiedo, con paura, cosa sarebbe potuto succedere in una situazione di emergenza più acuta».

La replica Mario Capruzzi e Gianpaolo Doricchi, responsabile del 118 e coordinatore infermieristico: «La telefonata è delle 18.58 e la macchina era sul posto alle 19.22. Hanno dovuto chiamare ad Acquasparta perché le ambulanze di Terni erano tutte impegnate in altre urgenze. Ringraziamo la segnalazione della signora che ci permette di dire che il sistema è collaudato, il 118 unico è entrato ormai a pieno regime, il tutto è garantito in base ai mezzi in dotazione. In 24 minuti è stata portata all’ospedale, se avessero dovuto attendere le ambulanze impegnate a Terni, l’attesa sarebbe stata molto più lunga».

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