Oltre le appartenenze politiche il 25 aprile è celebrato come una festa di comunità. La Liberazione è di tutti e chi ne ha scritto la storia va ricordato. Onorare la memoria di chi ha liberato il Paese un dovere morale, ricordare l’importanza della libertà un esercizio al quale richiamano le istituzioni, difendere i principi di democrazia e uguaglianza un impegno scritto. Così a Terni, sindaco, prefetto, vescovo, vicepresidente della Provincia, deputato Fi Nevi e assessore regionale De Luca insieme all’ Anpi hanno messo in evidenza gli elementi di unione, lasciando da parte i caratteri divisivi, anche per onorare la memoria di Papa Bergoglio e il suo appello alla pace.
Il 25 aprile a Terni Tra i passaggi più significativi, quello nell’intervento dell’assessore regionale De Luca quando ricordando i tanti, di diversa estrazione politica, sociale e religiosa che fecero la Resistenza, ha evidenziato: «Era figlia dell’antifascismo. E in tutti coloro che si sacrificarono erva viva la scintilla della democrazia, della libertà e dell’uguaglianza». Nicoletta Filipponi, vice provinciale dell’Anpi ha ricordato le tante donne che ebbero un ruolo fondamentale e assieme a sindaco Bandecchi e vicepresidente della Provincia, ha proposto alla sala gremita l’impresa dei 300 ternani che, con la propria città liberata, si spesero per altri. In particolare la città di Alfonsine fu liberata da ternani, otto dei quali persero la vita proprio in quella missione. L’istanza di un gemellaggio alle autorità competenti, da parte di Anpi, si rinnova.
