di F.T.
«Quando l’ambulanza è arrivata, non riusciva a passare. Cosa sarebbe accaduto se invece della rottura di un femore, comunque grave, ci fossimo trovati davanti a un problema di salute ancora più serio? Lo stesso discorso vale se dovesse scoppiare un incendio: come fanno i vigili del fuoco a intervenire con i mezzi?». L’episodio, riguardante una donna anziana, è accaduto nei primi giorni di novembre. A porsi le domande è Andrea Maurelli, consigliere provinciale Pd e presidente dell’assemblea di palazzo Bazzani. Insieme al collega di partito Emidio Gubbiotti ha sollevato la questione attraverso un’interrogazione.
Il problema Nei pressi della stazione di Giuncano c’è un sottopasso ferroviario che conduce a una decina di abitazioni. Si tratta di una via stretta, difficilmente percorribile e vicina a un corso d’acqua che d’inverno tracima e finisce spesso e volentieri per allagare la strada. «Il problema – spiega Maurelli – è di ordine pratico. Quelle famiglie, oltre a non avere accesso alla rete pubblica del gas, sono gravate da un serio problema di sicurezza. Il dovere delle istituzioni è quello di garantire la fruibilità dell’unica via di accesso».
Precedenti Il sottopasso, costruito intorno agli anni ’40, è finito al centro di una raccolta di firme da parte dei residenti della zona. Obiettivo dei consiglieri è quello di attivare la provincia e tutti gli organismi competenti – dalla prefettura al comune, fino alle Ferrovie dello Stato – per trovare una soluzione al problema. «Qualche anno fa – ricorda l’esponente del Pd – un problema analogo era stato sollevato nelle frazioni di Cecalocco e Battiferro. Lì le istituzioni sono intervenute creando una strada di sicurezza che si è rivelata fondamentale in occasione degli incendi di due estati fa. Senza, i mezzi dei vigili del fuoco non sarebbero mai potuti passare».
Soluzioni Una soluzione simile potrebbe essere studiata per gli abitanti di Giuncano. «Il nostro punto di vista non è tecnico, ma ci chiediamo se sia possibile sistemare quel tratto di strada, magari interrando il corso d’acqua, per creare un percorso di sicurezza fruibile in casi di emergenza. Al tempo stesso, senza sostenere spese notevoli, pensiamo sia possibile creare dei punti di attacco per i vigili del fuoco. Ora come ora i rischi ci sono ed è giusto sottolinearli, visto anche quanto accaduto di recente».
