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venerdì 17 settembre - Aggiornato alle 20:56

Terni, ambiente: Ast riduce emissioni di CO2 per 30mila tonnellate l’anno

Dal dibattito politico alle normative del caso, fino all’impegno dell’acciaieria per migliorare la qualità dell’aria

 

Continua il dibattito sugli interventi da mettere in atto per affrontare la spinosa questione della situazione ambientale di Terni, anche alla luce dei dati disponibili sul sito dell’Arpa che evidenziano come, nell’anno della pandemia Covid-19 e dei lockdown, la concentrazione degli agenti inquinanti nell’aria, come le polveri sottili, sia tutt’altro che diminuita rispetto al 2019.

Qualità dell’aria a Terni Dopo la dichiarazione firmata dai gruppi consiliari di M5s e Pd al Comune di Terni, in cui si sosteneva che “la situazione ambientale della città è sempre molto grave, ma le ricette di questa amministrazione continuano a vertere solamente intorno al traffico veicolare e ai caminetti domestici”, dai pentastellati è arrivata l’osservazione ai deti forniti dalla stess Agenzia regionale per la protezione ambientale in relazione alle emissioni della grande acciaieria di Terni: “La cosa sconcertante – è stato dichiarato – è che Arpa nell’inventario delle emissioni del 2015 cita 150 mila tonnellate di emissioni circa per tutto il comparto industriale ternano, mentre Ast da sola autodichiara oltre 300 mila tonnellate di emissioni dirette”. Cerchiamo allora di fare chiarezza sulla base di dati aziendali e normative vigenti in materia: il dato relativo alle 300.000 tonnellate di emissioni che vengono autodichiarate da Ast è riferito alle emissioni di CO2 e tale inquinante non ha impatti sulla qualità dell’aria su scala locale.

Acciaieria di Terni Le emissioni di CO2 infatti vengono annualmente soggette a un’accurata verifica da parte di enti di certificazione accreditati dal Ministero dell’Ambiente e calcolate secondo quanto previsto dalla Direttiva Europea (Emissions Trading), emanata in linea con gli impegni sanciti dalla ratifica ed entrata in vigore del Protocollo di Kyoto. Il dato è meglio interpretabile se lo si legge in termini di emissioni specifiche (cioè rapportate all’unità di prodotto, nel caso di Ast riferite quindi alle tonnellate di acciaio) e se paragonato a quello di altre tipologie di industrie. Le emissioni specifiche di Ast sono infatti pari a circa 0,34 tonnellate di CO2 equivalente per ogni tonnellata di produzione, mentre la Commissione Europea ha stabilito un coefficiente di emissione per l’acciaio altolegato, ovvero quello prodotto da AST, pari a 0,352 tonCO2/ton acciaio (Decisione 2011/278/UE); AST è pertanto al di sotto del valore di riferimento specifico stabilito dalla UE per il settore industriale di appartenenza. Gli stessi valori di riferimento cambiano a seconda delle varie tipologie di prodotto: i coefficienti di emissione, ratificati dalla Commissione Europea con la Decisione 2011/278/UE, per le cementerie ad esempio sono circa di 1 tonCO2/ton di prodotto, così come per i produttori di calce, mentre scendono a circa 0,4 tonCO2/ton prodotto per i produttori di vetro e a circa 0,3 tonCO2/ton prodotto per quelli di carta.

Ast e Ambiente D’altra parte sono diverse anche le azioni messe in campo da Ast proprio per ridurre ulteriormente le emissioni di CO2 Dalla primavera 2019 Ast si è dotata di un nuovo impianto per la generazione di vapore in maniera innovativa che consente allo stabilimento di elevare al 70% del totale la quota di vapore prodotto senza l’utilizzo di combustibili fossili. Contenendo i consumi di metano, AST riduce le emissioni di CO2 in atmosfera per un quantitativo pari a 30 mila tonnellate annue. Per dare una dimensione del miglioramento apportato, le 30 mila tonnellate annue di CO2 non immesse, corrispondono ai consumi di 15 mila famiglie: dunque, è come se un terzo degli abitanti di Terni non utilizzasse più il gas naturale per soddisfare i propri fabbisogni energetici.

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