Una protesta contro gli inceneritori

di M.T.

Avvio della raccolta ‘porta a porta’ dei rifiuti, in tutta la circoscrizione Nord e da lì in tutta la città. Il comitato ‘No inceneritori’ non molla la presa e, anzi, rilancia. Ha chiesto ed ottenuto un confronto pubblico con il presidente dell’Asm, Carlo Ottone e con la presidente della circoscrizione, Francesca Malafoglia.

Il dibattito L’appuntamento è per sabato 14, alle 16, al centro sociale di via del rivo: «Alla luce delle vicende legate alla gara d’appalto per la gestione dei rifiuti – dicono gli ambientalisti – Asm deve assolutamente anticipare i tempi per l’avvio della raccolta differenziata ‘porta a porta’ su Terni, bacino più grande dell’Ati4, e non rischiare di arrivare in ritardo con la scadenza del 2015, quando verrà verificata l’attuazione del piano d’ambito».

Le contestazioni Un piano molto criticato dal comitato già ad agosto dell’anno passato, appena fu approvato dall’Ati4, «poiché vedevamo l’inganno proprio nella ipotesi prevista dal piano di produzione del Combustibile solido secondario (il Css, ottenuto dal residuo dell’indifferenziato). Il comune e la maggioranza tutta, ufficialmente sostenevano votando il piano d’ambito di non avviare più rifiuti all’incenerimento, ma con il decreto ministeriale del 6 luglio 2012, votato proprio un mese prima dell’approvazione del piano stesso, avevamo capito che i rifiuti da bruciare sarebbero stati comunque garantiti senza dover necessariamente stipulare un contratto con Aria spa, poiché il Css veniva incentivato e liberalizzato al pari di altri combustibili».

Riciclare tutto Secondo il comitato ‘No inceneritori’, «è evidente come i rifiuti usciti dalla porta sono rientrati dalla finestra, al solito modo italiano. E allora è necessario giungere all’obiettivo del riciclo anche del residuo secco, cosa possibile – e su cui da anni esistono brevetti e tecnologie diverse in continua evoluzione – ed evitare che si confezionino balle di Css che oltretutto dovranno essere stoccate in depositi dedicati e il cui smaltimento sarà a carico del produttore, che poi la farà pagare ai cittadini ternani».

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