di F.T.
Dodici nuovi alloggi ‘popolari’ in pieno centro storico, destinati a giovani coppie. È arrivato alle battute finali l’iter che porterà al recupero dell’ex convento di via Manassei da parte dell’Ater. Il via ai lavori è atteso entro il mese di giugno.
L’atto finale è previsto per martedì pomeriggio con l’ultimo ‘ok’ da parte del consiglio comunale. Il progetto prevede la ristrutturazione del primo e del secondo piano dell’ex convento, da tempo dismesso. L’intervento riguarderà anche la parte del chiostro e porterà alla creazione di dodici abitazioni ‘popolari’ per coppie under-40.
Altro intervento Analoga operazione aveva già riguardato la Torre degli Sciri a Perugia e l’Ater sembra voler proseguire sulla strada già tracciata. «A Terni – spiega il presidente dell’azienda per l’edilizia residenziale, Alessandro Almadori – abbiamo in mente di recuperare un altro palazzo dismesso, in questo caso non storico, sempre nel centro cittadino. È un progetto a cui stiamo lavorando e che è in via di definizione».
Fondi I 954 mila euro che permetteranno il recupero dell’ex convento, provengono dal Poa (il programma operativo annuale) del 2010 e sono stati stanziati dalla giunta regionale. Il progetto è stato avviato d’intesa con il comune di Terni e ha coinvolto gli assessorati al patrimonio e all’edilizia residenziale pubblica. Quest’ultimo è guidato da Stefano Bucari che parla di «operazione che riqualifica un edificio dismesso del centro storico e che risponde anche ad un’esigenza di carattere sociale. In più – sottolinea l’assessore – attraverso l’operazione sarà possibile diversificare i luoghi di assegnazione delle case popolari, favorendo anche l’integrazione nel tessuto sociale cittadino».
Plauso L’intervento incontra anche il favore di Sel: «Solo recuperando l’esistente – affermano Fabio Barbini e Andrea Pellegrini del circolo di Terni -, piuttosto che insistendo con nuovo consumo di suolo, si può riconnettere un tessuto cittadino troppe volte martoriato. È solo aprendo il centro cittadino a nuovi residenti che se ne può garantire nel lungo periodo vivacità e sicurezza, con ricadute positive anche sulle attività commerciali».
