Una centralina Arpa

di F.T.

Nichel nell’aria e nel suolo. Italia Nostra e Wwf, che a fine dicembre avevano lanciato l’allarme sulla presenza di metalli pesanti nella conca ternana, tornano a farsi sentire e chiedono al sindaco di «interdire le coltivazioni alimentari nei terreni adiacenti le acciaierie». Dall’Arpa la replica è che «dal 2007 i valori di nichel nell’aria sono nella norma» mentre per i terreni «non esistono soglie vincolanti». Tutti però concordano su un punto: «I metalli pesanti sono legati all’attività siderurgica».

Nuovi dati Dopo la denuncia fatta a dicembre («il nichel nell’aria di Terni supera tutte le soglie, inclusa quella massima di tollerabilità»), Andrea Liberati (Italia Nostra) e Giuseppe RInaldi (Wwf Umbria) tornano sulla questione metalli pesanti, con dati e numeri altrettanto preoccupanti. Nell’occhio del ciclone, in particolare, ci finisce il valore di nichel rilevato su alcuni terreni nella zona di Prisciano, accanto agli impianti Ast.

I DATI

Allarme terreni «Durante il 2013 – spiegano le due associazioni ambientaliste – sono state rilevate concentrazioni medie di nichel circa dieci volte superiori a quelle previste dalla legge tedesca che rappresenta il riferimento internazionale». Italia Nostra e Wwf parlano di «picchi mensili eccedenti anche 23 volte la soglia della normativa benchmark» e sottolineano come la denuncia fatta a fine 2013, «non sembra aver prodotto alcun effetto».

«Subito un’ordinanza» Per Liberati e Rinaldi, per prima cosa il sindaco dovrebbe «emanare un’ordinanza per interdire la coltivazione alimentare in tutti i terreni e gli orti circostanti le acciaierie, cominciando da Prisciano». Stessa cosa per le aree prossime alla discarica di Valle, «la cui bonifica, dopo oltre 15 anni di attesa, non riesce ancora a partire».

Acciaierie Per le due associazioni, ma non solo, esiste un legame diretto fra i valori e l’attività delle acciaierie: «Ast, all’interno del proprio sito, deve individuare con urgenza nuovi spazi per lo smaltimento dei rifiuti di lavorazione, in totale circa 500 mila tonnellate l’anno. Serve una nuova area – spiegano – più sicura e ampia dell’attuale e che va realizzata nel più rigoroso rispetto delle normative». Un passaggio – quello del recupero delle scorie – che, se ben attuato, «può produrre importanti economie per l’azienda e benefici per l’ambiente, in una sorta di circolo virtuoso». Il messaggio, che fa il paio con quello lanciato a dicembre, sarebbe stato recepito e valutato con una certa preoccupazione dalla dirigenza aziendale, decisa a fornire una risposta puntuale sulla questione.

La replica Sul tema è intervenuta anche Arpa Umbria che evidenzia come «il valore obiettivo su base annua, relativo al nichel presente nel pm10 (pari a 20 nanogrammi per metro cubo di aria), dal 2007 non è mai stato superato». È la stessa Arpa a spiegare quali centraline monitorano la concentrazione di metalli pesanti: «Attualmente il nichel presente nel pm10 viene rilevato nella stazione Le Grazie, mentre dal settembre 2013 le concentrazioni di metalli vengono monitorate a Borgo Bovio e da gennaio anche dalla centralina di via Carrara».

«Nessuna soglia vincolante» Rispetto al nichel presente nel suolo, spiegano dall’agenzia per l’ambiente, il decreto legislativo 155 del 2010 impone di determinare i tassi di deposizione di metalli e benzo(a)pirene in corrispondenza delle stazioni fisse di monitoraggio: «Ciò avviene, dal 2011, anche a Borgo Bovio e Prisciano». Il punto è che la normativa nazionale deriva dal recepimento di una direttiva europea che, secondo Arpa, «non fornisce valori limite o valori obiettivo per tali sostanze». Così i dati, pur allarmanti, finiscono per rappresentare «solo un riferimento, non una soglia vincolante».

Concordi Di sicuro c’è il fatto che i tassi di deposizione di nichel e cromo misurati a Prisciano sono più elevati rispetto a quelli misurati a Borgo Rivo: «Ciò – affermano dall’Arpa – è senz’altro riconducibile alle ricadute dell’attività siderurgica, come avviene ad esempio ad Aosta, in cui è attivo un sito siderurgico, dove si rilevano tassi di deposizione di nichel e cromo della stessa entità di quelli misurati a Prisciano».