Un gattino soccorso

Crescono in maniera esponenziale. E spesso si ammalano, anche per denutrizione, perché non ci sono i mezzi per occuparsi di loro. Sono i gatti randagi, ai quali, secondo le associazioni animaliste, si deve fare attenzione.

L’allarme Le colonie feline, censite e non, dicono le sette associazioni per la protezione degli animali che fanno parte della Consulta, «sono numerosissime a Terni e nei comuni della provincia e la conseguenza è la presenza sul territorio di numerosissimi cuccioli, senza alimentazione, preda di malattie varie e in stato di grave sofferenza, che le associazioni non riescono a tutelare con i pochi mezzi a disposizione».

Le ‘gattare’ Questa «penosa realtà grava in particolare sulle cosiddette ‘gattare’, che sono costrette ad assumersi compiti economicamente pesantissimi, come l’acquisto di cibo, le spese veterinarie tra cui rientrano spesso sterilizzazioni urgenti effettuate da medici veterinari privati».

Il regolamento Attualmente «esiste un regolamento che prevede sterilizzazioni per due giorni a settimana e limita a cinque il numero dei gatti assegnati alle otto associazioni iscritte all’albo regionale», ma questa misura risulta insufficiente e le associazioni, quindi, chiedono «di raddoppiare, per ogni associazione, il numero dei gatti da sterilizzare, specialmente in particolari periodi dell’anno; di mettere a disposizione dei volontari una stanza dove ricoverare i gatti catturati, in attesa dell’intervento; di trattenere gli animali operati almeno 2 giorni oltre quello dell’intervento, con somministrazione di terapia antibiotica secondo protocollo Asl; di permettere ad alcuni volontari scelti dalle associazioni l’accesso allo stabulario, in copresenza col personale Asl a ciò deputato, per il controllo dello stato di salute dei gatti operati».

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