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lunedì 6 febbraio - Aggiornato alle 07:01

Terni, allarme code: «Tra tamponi Covid e prenotazioni situazione insostenibile»

La segnalazione di alcuni cittadini, lunghe attese al drive e al Cup dell’ospedale: «Sembra il gioco Snake dei vecchi Nokia»

di M.G.P.

«La situazione è insostenibile. Le mie due figlie dovevano fare un test molecolare per rientrare a scuola dopo un’influenza, così mi sono recata al drive di via Bramante in due giorni diversi, ma la situazione è stata la stessa. Venerdì mattina più di tre ore di fila per tamponare la bambina, il sabato dopo due ore e mezzo». Queste le parole di una cittadina ternana a Umbria24: «Il traffico è impazzito, c’è anche chi prova a fare ‘il furbetto’ e saltare la fila, con i figli piccoli in macchina poi? Non è accettabile». Ma non è l’unica a porre l’accento su quelle che vengono viste dalla cittadinanza come «interminabili code», la polemica infatti si accende con un post facebook: «Record assoluto per Terni – si legge nel social – alle ore 9.15, il serpentone ha completato il giro del palazzo come nel gioco Snake nei vecchi Nokia. E il trend della mattinata è in aumento. Inizio a preoccuparmi».

Prenotazioni La ‘questione code’ però non si limita solo al punto tamponi, ma le segnalazioni arrivano anche dal Centro unico prenotazioni dell’ospedale Santa Maria. Federico Pasculli (M5s) aveva già segnalato le criticità con un post social lo scorso settembre, ma «il problema persiste – si legge sulla pagina facebook del consigliere -. I lavori sarebbero dovuti terminare entro ottobre. Serve una risposta per velocizzare l’accesso alle prenotazioni dei servizi ospedalieri, quanto alla copertura sarebbe il minimo sindacale». A tornare sull’argomento tramite i social anche stavolta un cittadino preoccupato: «Situazione scabrosa ai poliambulatori – si legge nel post -. Circa trenta persone in fila all’esterno della struttura. Uno, a tratti due, sportelli per il Cup aperti e tre postazioni per le attività di libera professione vuoti. Dove sta il diritto al malato. Davvero, non ci sono parole».

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