di Francesca Torricelli
Lo dicono in tanti. In pubblico e in privato. Con le facce serie e compite: «Questa città deve cambiare e deve aprirsi ad un economia diversa». I più arditi si spingono a parlare, addirittura, di turismo. Sì, a Terni. Che storicamente ha visto passare più viaggiatori che si spostavano a scopo lavorativo che di turismo. Negli ultimi anni, però, anche i primi cominciano a scarseggiare ed è il panico. Che c’è la crisi lo sappiamo. Ma i numeri parlano chiaro e le strutture alberghiere della provincia ternana lanciano l’allarme, segnalando, nel periodo che va da gennaio a novembre 2012, una diminuzione del 7,33% delle presenze totali.
Gli alberghi Quelli che avevano sempre garantito una media positiva di presenze, nelle strutture alberghiere della provincia ternana, erano i viaggiatori che vi facevano riferimento per impegni lavorativi: «Eravamo abituati a soggiorni di 3 o 4 notti – spiega Elisabetta Ruozi Berretta, vice presidente Federalberghi – ora, a causa delle problematiche economiche che hanno colpito il Paese, ma soprattutto al momento di crisi che sta vivendo la città, i soggiorni si limitano a una, o al massimo due notti».
I numeri Secondo le statistiche fornite dalla regione, gli arrivi totali nelle strutture ricettive della provincia di Terni – cioè coloro che prenotano una stanza – sono stati di poco inferiori ai 292 mila e cinquecento «200 mila dei quali – dice Ruozi Berretta – sono stati ospiti di alberghi»; per un totale di presenze – cioè il numero totale di pernottamenti, di italiani e stranieri – di quasi 703 mila «360 mila in albergo». Leggendo i numeri con attenzione, si nota un aumento del 5,84% di afflusso di stranieri, ma una diminuzione dello 0,66% nel totale generale tra strutture alberghiere ed extra-alberghiere rispetto al 2011.
Il turismo La situazione non è per niente rosea. Come si stanno muovendo ‘le autorità competenti’ e le strutture alberghiere a riguardo? «Da parte nostra – racconta Elisabetta Ruozi Berretta – c’è tutto l’interesse e la voglia di impegnarci nella crescita, oltre che per i soli spostamenti di lavoro, del turismo nella città». E ricorda che «la scorsa estate, con un accordo tra tutti gli alberghi, abbiamo abbassato i prezzi portandoli al pari con quelli praticati negli agriturismi. Questo ha permesso di ottenere buonissimi risultati per il mese di agosto, ma è ovvio che i costi di gestione degli alberghi sono decisamente superiori e a lungo andare qualcuno rischia di rimetterci».
Gli eventi Ci vorrebbe, pare di capire, una pianificazione di iniziative in grado di creare movimento: «Sono veramente pochi gli eventi organizzati – attacca la vice presidente di Federalberghi – e quei pochi sono scarsamente pubblicizzati. Quando questo avviene, poi, nella maggior parte dei casi è proprio a ridosso dell’evento». E cita esempi precisi: «Basta pensare agli eventi valentiniani e Wine@lovers: a venti giorni dalle manifestazioni non sono stati ancora resi noti i programmi ufficiali. Come facciamo noi a comunicare con i potenziali clienti? Che cosa vendiamo: aria?».
La programmazione Da Elisabetta Ruozi Berretta, poi, arriva l’affondo finale: «Sappiamo tutti che San Valentino è una festa che cade agli inizi dell’anno, ma non è possibile utilizzare quello precedente per pensare di organizzare e promuovere il tutto senza aspettare gli ultimi giorni? Mi dicono che Wine@lovers sarà presentato il 6 o il 7 di febbraio, a Roma. Una settimana prima di San Valentino. Però, intanto, a Perugia il programma di marzo di Eurochocolate si conosce da mesi, come pure quello di Umbria Jazz, che si svolgerà a luglio».

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