Il parco di Cardeto

di Re.Te.

Due notizie. Una buona e una cattiva, come da prassi. Quella buona è che la messa in sicurezza del verde presente nell’area del parco di Cardeto; in attesa dell’inizio della fase massiva della sua riqualificazione da parte della Ciam, che si è aggiudicata i lavori; potrà avere inizio. Quella brutta è che il cantiere, invece dei 270 giorni promessi, resterà aperto per un anno.

Gli alberi La Ciam, intanto, ha ottenuto l’autorizzazione «dopo un approfondito percorso di partecipazione – dice l’assessore Silvano Ricci – con le associazioni ambientalistiche, in particolare quelle nate per una migliore tutela degli alberi cittadini», per abbattere 33 alberi che denotano gravi problemi strutturali e che non rispondono alle condizioni minime di sicurezza. Di questi, peraltro, «ben 21, i cipressi dell’Arizona, sono oltretutto fuori contesto botanico rispetto alla vegetazione autoctona e del parco in particolare». A fronte del taglio delle 33 piante pericolanti, la Ciam dovrà farsi carico della piantumazione di 45 esemplari di una tipologia prevista nell’apposita tabella regionale per le specie mediterranee.

I lavori Dopo questo atto, dice ancora l’assessore Ricci, «ci sono tutte le condizioni affinché la ditta possa riprendere i lavori ed andare avanti con il progetto a suo tempo presentato in fase di gara». Ovvio che si parla solo degli alberi, però, perché la Ciam, come conferma Sandro Citarei, presenterà «entro la settimana prossima la bozza del progetto definitivo per i lavori da effettuare sul parco. Lavori che potranno iniziare solo dopo che il Comune avrà dato la sua approvazione». Che potrebbe richiedere fino ad un mese di tempo: «Ma sono certo che i tecnici comunali ne impiegheranno di meno».

I tempi Insomma, perché al parco di Cardeto, chiuso dalla fine di marzo, inizino i lavori veri, ci vorrà ancora del tempo: «Stiamo valutando, per venire incontro alle richieste avanzate da alcuni residenti del quartiere – dice l’assessore – la possibilità di un’apertura parziale del parco. Ogni decisione finale, comunque, è rimandata ad una scrupolosa valutazione di tutti gli aspetti e le normative inerenti la sicurezza del cantiere». Che, ed ecco la conferma «avrà la durata di un anno».

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