La presidente Patrizia Lo Iacono

di Marco Torricelli

Due presidenti. Due consigli di amministrazione. Due versioni. La cooperativa Aidas ha deciso di non farsi mancare proprio niente e, tra giovedì sera e venerdì, è successo proprio di tutto.

Due assemblee All’assemblea dei soci, giovedì sera, si è capito subito che non era aria. Tanto che, alla fine, ne hanno fatte due. Una per ciascuno dei due gruppi nei quali, di fatto, i soci stessi sono divisi. Quelli che si riconoscono nel ‘nuovo corso’ hanno, di fatto, ratificato la sostituzione di Patrizia Gregori con Patrizia Lo Iacono alla presidenza (oltre alla conferma di Antonella Mora, Fabiana Ernani e Pietro Martinelli); mentre gli altri hanno discusso, in un’altra sede, l’ordine del giorno originario dell’assemblea – ma contestato dagli altri – che prevedeva la sostituzione, sì, ma di tutto il consiglio di amministrazione. Tanto che ne hanno eletto uno nuovo. Nel quale Patrizia Gregori è stata inserita insieme a Serenella Arca, Elena Fois, Massimo Giovannelli e Beatrice Rosati. Un Cda, però, che l’altro gruppo ovviamente disconosce.

Il giallo Versioni contrastanti – e ti pareva – anche sulla faccenda della sparizione dei libri contabili della cooperativa. Patrizia Gregori dice di aver ‘sigillato’ il proprio ufficio – dal quale i libri avrebbero preso il volo – dopo il fatto. E fa capire di aver preso questa decisione per evitare che vi facciano ritorno; mentre Pietro Martinelli, il consulente marchigiano inserito nel Cda ‘contrapposto’, replica che «il fatto che i libri siano spariti lo dice lei e sarà certamente vero, ma è anche vero che il suo ufficio è stato chiuso a chiave da sempre». Mentre Patrizia Lo Iacono dice che, «proprio per il fatto che quei libri non fossero consultabili abbiamo presentato un esposto alla guardia di finanza».

Le ispezioni Sulla gestione della cooperativa Aidas, peraltro, ci sarebbero state anche un paio di ispezioni: una del ministero dello sviluppo economico e una dell’associazione generale delle cooperative (Acg). Quella del ministero, concede Pietro Martinelli, si sarebbe conclusa con «un giudizio interlocutorio e che, pur evidenziando le forti criticità, lasciava aperta la porta a possibili soluzioni». Giudizio che lui e il Cda presieduto ora da Lo Iacono non condividono: «Sussistono – dice il consulente – tutte le caratteristiche per una liquidazione coatta della cooperativa ed ecco perché, a nostro avviso, sarebbe invece da prendere in considerazione la possibilità di una liquidazione volontaria, che darebbe maggiori garanzie ai soci».

Ipotesi liquidazione Tanto che la strada che intendono percorrere sembra già decisa, perché «sarebbe bello pensare di salvare Aidas – dice Martinelli – ma non è semplicemente possibile in quanto i debiti e le esposizioni sono superiori ai patrimonio complessivo e, in più, la cooperativa continua a lavorare con pesanti perdite economiche mensili e tutto a causa delle scelte sbagliate fatte nel tempo». Sarebbero, secondo il consulente, «dieci i milioni di debiti, contro tre di crediti correnti. Una situazione insostenibile».

Altra campana Ma dal fronte opposto si parla un linguaggio diverso: «Forse si dimentica che per la sola struttura di Collerolletta c’è una stima di valore immobiliare pari a 13 milioni e 100mia euro, che l’immobile di ‘Altrocanto’ è stato valutato tre milioni e centomila euro e che quello di Rocca San Zenone vale un milione e mezzo. Senza contare il valore delle autorizzazioni per i 173 posti letto: più di sei milioni di euro». Il totale, insomma, sarebbe superiore ai 23 milioni: «Tanto che  – dice Parizia Gregori – proprio partendo da questi dati io avevo avviato dei contatti informali con alcuni istituti di credito, con lo scopo di avviare un percorso che potrebbe portare al salvataggio ed al rilancio di Aidas».

Altre stranezze L’8 ottobre scorso – tre giorni prima che fosse ‘sfiduciata’ Patrizia Gregori e fosse eletta Patrizia Lo Iacono – il presidente del collegio sindacale di Aidas, Nazzareno Martellucci, ha rassegnato le dimissioni e la motivazioni addotte non lasciano troppi margini all’immaginazione: non gli sarebbe stata fornita «la maggior parte della documentazione richiesta» in relazione all’ispezione del ministero e alle posizioni giudiziarie di alcuni soci. Ma su questo aspetto Patrizia Lo Iacono minimizza: «Hanno chiesto delle informazioni, ma gli sono state date».

Le ipotesi Si era parlato nei mesi scorsi, del possibile interessamento – per la moderna struttura di Collerolletta, ma più in generale delle attività di Aidas – del Gruppo Kos, che fa capo a Carlo De Benedetti, ma Piero Martinelli è tranchant: «Va bene, voi ne avete parlato, altri ne hanno parlato. Ma noi no. Perché a me, di questo interessamento, non risulta proprio e vorrà dire che sarò io a prendere l’iniziativa e contattarli, per sapere cosa c’è di vero in tutta questa storia».

Nuova cooperativa Insomma, mentre il presente appare decisamente confuso: con i due consigli di amministrazione che si accusano a vicenda di essere non validi e con entrambi gli schieramenti che parlano della «necessità di un organo indipendente che decida» e del fatto che «la giustizia farà il suo corso»; mentre dice di non sapere nulla sulla possibile trattativa con Kos, Pietro Martinelli appare inflessibile sul futuro «Una parte dei soci – spiega il consulente – può chiedere che il tribunale nomini un commissario», al quale toccherà il compito di liquidare Aidas. La strategia prevederebbe la nascita di una nuova cooperativa, che potrebbe candidarsi a prendere in carico le attività di Aidas, magari con qualche supporto esterno. Tutto da scoprire.

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