di Marco Torricelli

Collerolletta, la contesa e  contestata struttura per anziani, passa di mano. Sono state aperte le buste, con le offerte per l’affitto del ramo d’azienda e a spuntarla – almeno per adesso, ma non sono esclusi possibili sviluppi anche clamorosi – è stata la cooperativa sociale Auxilium, con sede sociale a Senize, in provincia di Potenza.

Quattro offerte Le offerte pervenute, fa sapere il commissario liquidatore, Marcella Galvani, «erano quattro e, rispetto alla base d’asta, fissata in 500 mila euro, la Auxilium ha fatto l’offerta più alta:  673 mila, 672,88 euro». Le società cooperative formate da dipendenti di Aidas, ai quali spetta il diritto di prelazione, potranno esercitarlo – ed ecco che tutto torna in discussione – entro 10 giorni dalla avvenuta pubblicazione nel sito della procedura.

Le polemiche Sul bando per l’affitto, nelle settimane scorse, non erano mancate le polemiche perché, secondo il segretario della Uil ternana, Gino Venturi, «con il nuovo gestore di Collerolletta continueranno a lavorare le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato, ma sembra siano escluse quelle in astensione per maternità. Dovrebbe riguardare almeno quatro casi che, pur avendo un contratto a tempo indeterminato, con il passaggio di gestione rimarrebbero senza il loro lavoro».

LA ‘SAGA’ AIDAS

Auxilium La cooperativa è nata nel 1999 su iniziativa dei fratelli Pietro e Angelo Chiorazzo. Sul suo sito internet si legge che «con oltre 1000 soci lavoratori e collaboratori, oggi rappresenta una delle più solide realtà tra le cooperative sociali e tra le principali imprese socio sanitarie d’Italia».

Il commento Il primo a prendere posizione è proprio il segretario della Uil di Terni, Gino Venturi: «Con l’apertura delle buste del bando, a cui hanno partecipato ben quattro aziende di grande rilevanza ed affidabilità, ha comunque fine, prescindendo dagli sviluppi possibili a seguito dell’esercizio eventuale del diritto di prelazione (appunto; ndr), la tormentata vicenda delle lavoratrici Aidas. Quando la Uil ha iniziato ad occuparsi della vicenda le 80 operatrici erano senza stipendio da ben 13 mesi e senza alcuna prospettiva di lavoro futuro. Da tempo invece percepiscono di nuovo lo stipendio e da oggi nel complesso hanno certezza di lavoro per il futuro. Il territorio ternano, inoltre, già fortemente provato dalla crisi riesce a garantire il proseguo di una attività sociale, ma con evidenti e rilevanti ricadute anche economiche e con la funzionalità di una moderna ed efficiente struttura, mai utilizzata prima. La stessa entità dell’offerta è elemento positivo che potrà anche influire in qualche modo nel recupero degli stipendi passati».

LO SCIOPERO DELLA FAME

La rivendicazione Non ci sarebbe stato certo questo epilogo, dice ancora Venturi, «senza l’impegno, ricordiamo assai avversato, della Uil che è passato anche attraverso ben 26 giorni di sciopero della fame delle operatrici Rita Satolli, Petya Dimova, Serenella Arca (e anche dello stesso Venturi; ndr). Rimangono aperti ancora alcuni problemi, causati da una gestione non esemplare da parte del commissario, Marcella Galvani, che tuttavia la Uil si impegna ora a risolvere con il nuovo gestore».

La Actl Tra le offerte pervenute al commissario liquidatore c’era ovviamente, anche quella della cooperativa Actl di Terni. Il suo presidente, Sandro Corsi, spiega i dettagli: «La cooperativa Polis di Perugia – racconta – ha offerto 502 mila euro; il consorzio Toscana Sud Arezzo Siena 521 mila, la Actl 626 mila. Abbiamo fatto un’offerta significativa, di 126 mila euro superiore alla base d’asta, ovvero cercando di andare pressoché oltre le nostre possibilità. Non vogliamo, però, ripetere errori commessi da altri. Auguri ai nuovi gestori».

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