Palazzo Montani Leoni

di Marco Torricelli

Adesso la faccenda rischia di farsi seria. Perché sul tavolo del ministro dell’economia è arrivata la richiesta formale dell’invio, alla fondazione Carit, di «ispettori dell’attività di vigilanza, al fine di richiedere l’esibizione di documenti, salvo ulteriori provvedimenti».

Gli ispettori A richiedere l’ispezione è ‘Italia nostra’ (associazione che è socia ordinaria della fondazione) e il suo presidente, Andrea Liberati, spiega che «in particolare si chiede un’attenta valutazione dell’applicazione – almeno per gli ultimi cinque esercizi finanziari – dell’articolo dello statuto che prevede quali sono i soggetti che non possono ricoprire la carica di componente del comitato di indirizzo, del consiglio di amministrazione e del collegio dei revisori della fondazione». Ma non solo: «Perché chiediamo che si verifichi anche se è stato rispettato un altro articolo dello statuto, quello che prevede la decadenza dei componenti che, in qualunque momento vengano a trovarsi in una situazione di incompatibilità o omettano di comunicare la sussistenza di una delle situazioni previste».

I dubbi Ma ‘Italia nostra’, nella richiesta fatta al ministro Saccomanni, si spinge oltre, ponendo interrogativi ben più  pesanti: «Chiediamo – dice ancora Liberati – che si verifichi se si è sempre operato per assicurare la trasparenza dell’attività, se sono state sempre adeguatamente motivate le scelte fatte e se si sono tutelati gli interessi contemplati dagli statuti, nonché la migliore utilizzazione delle risorse e l’efficacia degli interventi».

I retroscena L’atmosfera della fondazione Carit, viene data come ‘agitata’, sia all’interno del consiglio di amministrazione che nel comitato di indirizzo. Con il primo che si è clamorosamente spaccato – il presidente, Mario Fornaci ed altri tre componenti: Giulio Pallotta, Marco Sciannameo e Roberto Stopponi, hanno votato contro; mentre il vice presidente, Francesco Quadraccia e altri due membri: Giovanni Braconi e Danilo Valenti, si sono astenuti – al momento di decidere se aderire o no alla cordata Clitumnus per dare la scalata alla Banca Popolare di Spoleto. E con il secondo che ha fatto la stessa cosa, prima respingendo e poi accettando l’ingresso dell’avvocato Renzo Nicolini (nove membri hanno votato a favore, sei contro e cinque erano assenti) al suo interno.

La gestione Del resto, che sui metodi adottati per gestire la fondazione Carit ci siano opinioni diverse, non è ormai un mistero (con il vice presidente Francesco Quadraccia e il presidente dell’assemblea dei soci, Luigi Carlini, protagonisti di quello che viene raccontato come un vivace scambio di battute) e con le trattative in corso per la sostituzione dell’avvocato Folco Trabalzanel ruolo di vice presidente del collegio di presidenza dell’assemblea. «Il ministero, visto che parliamo della gestione di un capitale di circa 200 milioni di euro, ci auguriamo verifichi presto – conclude AndreaLiberati – auspicabilmente anche attraverso l’acquisizione di documenti, compresi i verbali delle adunanze»

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