Il dibattito alla festa de l'Unità

di M. To.

Cautela. Tanti «forse», parecchi «sembra», alcuni «potrebbe». Al dibattito che si è svolto alla festa de l’Unità di Terni, a poche ore dall’accordo che ha portato al ritiro del piano di ThyssenKrupp, c’è stato uno spreco di condizionali.

I protagonisti E sì che tra i partecipanti – o forse proprio per questo – c’erano, a parte il presidente della commissione attività produttive del senato, Guglielmo Epifani e il senatore Gianluca Rossi, tre dei protagonisti della lunga notte ministeriale.

Caso Morselli Le prime notizie erano cominciate a circolare poco prima dell’inizio del dibattito e parlavano di un possibile abbandono dell’ad di Ast, Lucia Morselli e del passaggio a Trenord. Sul palco, grande cautela: «Le notizie di queste ore – è stato il fil rouge degli interventi – ci dicono che potremmo trovarci presto di fronte (il prossimo incontro al Mise è previsto per lunedì; ndr) una persona diversa, delegata da ThyssenKrupp e, di conseguenza, un atteggiamento diverso, ma prima di esprimere giudizi è bene attendere una comunicazione ufficiale».

Nessuna conferma In casa Ast, però, si dice che Lucia Morselli non ha comunicato di volersene andare e che, probabilmente, le due cariche non sarebbero incompatibili. E che sarà ancora lei a sedere al tavolo di trattativa, lunedì prossimo, al ministero dello sviluppo economico. Ipotesi, questa, che circola anche negli ambienti sindacali: Morselli, prima di ‘prendere il treno’, vorrebbe portare a termine il lavoro a Terni.

L’accordo Quanto alla valutazione dell’accordo raggiunto al ministero dello svilupo economico, l’impressione – per dirla tutta – è che oltre a quello che c’è scritto nel ‘lodo Guidi’ – il testo integrale, a parte la premessa di carattere generale, lo riportiamo qui di seguito – saranno le proposte concrete che il governo sarà in grado di fare a ThyssenKrupp e l’autorevolezza con la quale sarà in grado di veicolarle.

1) La proprietà, le parti sociali e tutte le istituzioni nazionali e territoriali presenti, confermano che “A.S.T.” rappresenta un patrimonio industriale per il Paese oltre che per il territorio nel quale opera. Per questa ragione può e deve continuare ad essere una importante azienda siderurgica capace di competere nel mercato nazionale ed internazionale degli acciai speciali. L’azione coerente di tutti i soggetti interessati, ciascuno per le specifiche responsabilità, è condizione fondamentale per dare concretezza a queste affermazioni e, contemporaneamente, garantire il mantenimento di un clima sociale adeguato alla gestione dei complessi problemi da affrontare in un territorio già interessato da notevoli criticità occupazionali.

2) Il Piano Industriale presentato da “A.S.T. – ThyssenKrupp” lo scorso 17 luglio presso il Ministero dello Sviluppo Economico, contiene indicazioni ed obiettivi confermati dall’azienda e finalizzati al superamento delle difficoltè economiche, industriali e finanziarie. Tali indicazioni (in particolare con riferimento agli obiettivi di riduzione dei costi che l’azienda ha quantificato in 100.000.000 di euro/anno) saranno la base di partenza di un confronto aperto e senza pregiudiziali che potrà comportare anche modifiche del piano industriale.

3) Le parti riconoscono che, in questo quadro, è prioritario e fondamentale il confronto tra le parti sociali con l’obiettivo di giungere rapidamente ad un quadro di riferimento omogeneo ed a soluzioni condivise su: Obiettivi aziendali di medio-lungo periodo (investimenti e rilancio industriale);
– Organizzazione della produzione.
– Miglioramento di efficienza, produttività e qualità;
– Prospettive e dimensione della occupazione sia diretta che indotta.

4) Il confronto si svilupperà nell’arco del corrente mese di Settembre 2014, sulla base di un serrato calendario definito dalle parti, per giungere ad una intesa entro il 04 Ottobre 2014. Gli incontri tra le parti si svolgeranno presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Il primo incontro è fissato al giorno 8 Settembre 2014 alle ore 15 Il Governo eserciterà per l’intera durata del confronto una attiva azione di monitoraggio.

5) In questo quadro, la Direzione Aziendale si impegna a ritirare la procedura di mobilità attivata in data 01 Agosto 2014 e successivamente sospesa, nonché a ritirare la disdetta del contratto integrativo aziendale in atto. La Direzione aziendale si impegna fino al 04 Ottobre 2014 a non attivare altre iniziative unilaterali in conflitto con contratti collettivi di secondo livello in atto applicati. A fronte di questo impegno dell’azienda le organizzazioni sindacali
impegnano a loro volta a non avviare fino al 04 Ottobre p.v. proprie iniziative unilaterali conflittuali su materia oggetto di confronto tra le parti. Al termine del periodo previsto per il negoziato, qualora non fosse stato raggiunto un accordo, le parti attiveranno le prerogative previste dalla legislazione in materia lavoristica.

6) L’azienda dichiara unilateralmente che qualora non si raggiungesse un’intesa entro il 04 Ottobre p.v. si riserverà di attivare una nuova procedura di mobilità.

7) Le organizzazioni sindacali dichiarano unilateralmente che qualora non si raggiungesse un’intesa entro il 04 Ottobre p.v. e nel caso in cui l’azienda avvii una nuova procedura di mobilità porranno in essere tutte le iniziative di mobilitazione conseguenti.

8) Un incontro di verifica generale del lavoro svolto sarà convocato presso il Ministero dello Sviluppo Economico il prossimo 29 settembre e comunque in ogni momento su richiesta di una delle parti.

De Vincenti Il vice ministro allo sviluppo economico, Claudio De Vincenti, che ha voluto ricordare la prova di buona volontà data dal sindacato nella vicenda, ha spiegato che «dobbiamo fare in modo che Ast faccia profitti e questo è il vero ‘punto di verità’ del piano», mettendo in evidenza che «il difficile viene adesso».

GUARDA L’INTERVISTA A CLAUDIO DE VINCENTI

Marini La presidente della regione, Catiuscia Marini, ha evidenziato l’importanza di «aver messo un punto fermo su una trattativa decisiva per il futuro delle acciaierie e che adesso si potrà svolgere, ovviamente tenendo presenti le posizioni dell’azienda, sul merito e non su questioni di principio che non apparivano condivisibili».

GUARDA L’INTERVISTA A CATIUSCIA MARINI

Di Girolamo Per il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, un elemento importante «pur tenendo presente che quelli che ci attendono sono trenta giorni difficili, è che adesso abbiamo la certezza di poter contare su un governo che ha delineato una sua politica economica ed industriale e che ha dimostrato di volerla portare avanti con decisione, come ha fatto il ministro Guidi».

GUARDA L’INTERVISTA A LEOPOLDO DI GIROLAMO

Rossi Il senatore Gianluca Rossi, da parte sua, dopo aver ricordato che «il confronto con ThyssenKrupp non potrà prescindere dalla necessità di cercare di comprendere, insieme, «da cosa derivano e in che misura le perdite di Ast, per trovare, sempre insieme, le soluzioni», ha insistito sul fatto che «il riconoscimento dello stato di ‘area di crisi complessa’ per Terni e Narni può contribuire a mettere in campo iniziative in grado di rendere il territorio più attrattivo». Poi un invito al governo: «Lo ‘sblocca Italia’ non può trascurare il completamento della strada Orte-Mestre e il potenziamento dei collegamenti su rotaia che interessano Terni».

La Basell Nel corso del dibattito c’è stato anche un intervento di un ex lavoratore della Basell – uno di quelli, sono una cinquantina, che ha dato vita ad un comitato che continua a chiedere un intervento più deciso nei confronti della multinazionale che, dopo aver interrotto le produzioni, continua a restare proprietaria delle aree e, di fatto, non permette l’avvio di alcuna attività alternativa: «Siamo stanchi di questa situazione – ha detto il lavoratore ai politici sul palco – ed è ora che, dopo anni di ‘tira e molla’, enti locali e governo costringano l’azienda a cedere quelle aree e permettere l’avvio di nuove iniziative».

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