Accesa la Stella di Miranda. Ha una coda di 350 metri circa e un diametro di oltre 100 metri la stella cometa di Terni, la più grande del mondo tradizionalmente accesa l’8 dicembre dopo la fiaccolata. Anche giovedì la proloco di Miranda ha consegnato il premio Stella d’oro che quest’anno è stato assegnato alle proloco dei borghi terremotati «per lo slancio e l’aiuto profuso nel sostenere le popolazioni colpite dall’evento; per aver interpretato i valori di forte coesione sociale presupposto concreto e determinato per la rinascita della nostra comunità». L’assegnazione della targa è avvenuta a Palazzo Spada dove sono intervenuti il sindaco Leopoldo Di Girolamo, il vicepresidente della Regione Fabio Paparelli, il vescovo Giuseppe Piemontese e Francesco Fiorelli presidente regionale dell’Unpli (unione nazionale proloco italiane). Qui il primo cittadino ha spiegato: «Vogliamo mettere in evidenza quelle persone e quelle associazioni che hanno dato un contributo importante per la solidarietà e la pace, quest’anno è riservato alle proloco delle zone terremoto che sono state un punto importante di tenuta per le popolazioni che hanno vissuto questa tragedia». Il vice Paparelli ha invece spiegato che la Stella di Miranda è stata inserita tra i cinque simboli scelti dalla Regione per degli spot destinati alle tv nazionali come Rai, Mediaset e Sky nell’ambito di una campagna di promozione e rilancio del turismo in Umbria, comparto che paga duramente anche ben oltre la zona epicentrale gli effetti del sisma. In Comune anche il vescovo Piemontese: «La Stella sia una luce di speranza per le popolazioni colpite dal terremoto come lo è tradizionalmente qui a Terni per i cittadini». Fiorelli dell’Unpli ha poi annunciato: «Come nel ’97 anche stavolta l’Umbria è di nuovo colpita dal terremoto, come associazione siamo al lavoro per spedire in Valnerina un pulmino colorato come l’arcobaleno per portare nella montagna ferita vicinanza, solidarietà e aiuto».
Terni accende la Stella di Miranda per i terremotati e premia le proloco dei borghi distrutti
