Il liceo 'Tacito' (foto U24)

Umbria24 inizia oggi, insieme ai suoi lettori, un ‘viaggio’ all’interno degli istituti superiori della provincia di Terni. Ogni settimana busseremo alle porte dei dirigenti scolastici e da loro ci faremo guidare tra i corridoi delle scuole per scoprire come si svolgono le giornate all’interno degli istituti di istruzione, quali sono i programmi curriculari, i laboratori, i progetti innovativi, i punti forti e le problematiche.

di Francesca Torricelli

La prima tappa del nostro viaggio è l’Istituto di istruzione superiore classico ed artistico di Terni. Ad accoglierci è il dirigente scolastico, la professoressa Maria Rita Chiassai. La prima cosa che spiega è che da questo anno scolastico «è avvenuta la fusione tra due licei, il classico e l’artistico».


I numeri Gli iscritti, per l’anno 2013/14 «sono stati in totale 890, divisi in 590 per il classico e 290 per l’artistico, entrambi in aumento rispetto all’anno precedente. Gli iscritti alla prima classe sono stati 140 per il classico e 80 per l’artistico. In tutto l’istituto ci sono circa 50 studenti stranieri e, per quanto riguarda gli insegnati, per il classico sono circa 60 e per l’artistico 45».

Le sedi I 590 studenti del classico «sono tutti nella sede del ‘Tacito’. I 290 dell’artistico, invece, sono in parte al ‘Metelli’ e in parte ai ‘Geometri’». Nella sede del ‘Tacito’ «ci sono il laboratorio di informatica e quello linguistico. Al ‘Metelli’ e ai ‘Geometri’, invece, ci sono i laboratori del legno, dei metalli, di arte/ambiente, di ceramica/pittura e di informatica».

Piano di studi Professoressa Chiassai, spieghiamo bene, soprattutto ai lettori più giovani: ma cosa si studia di preciso nel vostro istituto? «Per quanto riguarda il classico oltre all’indirizzo strettamente curriculare con italiano, latino, greco, materie matematiche e scienze, ci sono 3 possibilità ulteriori: l’Am (arte e musica); la sezione linguistica che prevede lo studio del francese e ore aggiuntive di inglese (rispetto a quelle curriculari) per permettere agli studenti di prendere le certificazioni, ed infine ‘Scienza forte’ dove avviene l’approfondimento delle materie scientifiche. Per quanto riguarda l’Artistico, invece, ci sono 5 indirizzi: architettura ed arredo, audiovisivo e multimediale, grafica, design e ambiente».

Corsi aggiuntivi Oltre a questo organizzate dei corsi aggiuntivi o di approfondimento? «Assolutamente sì. Come attività aggiuntive, rispetto a quelle curriculari, ci sono 4 corsi di cinese e corsi di Ecdl per il computer. I docenti dell’artistico, invece, sono impegnati in corsi di restauro del legno, corso di pittura, corso di Autocad e corsi di riciclo. Questi corsi si svolgono nelle ore pomeridiane e sono aperti anche ai non alunni, ovviamente a pagamento. Infine il teatro e il coro sono sempre impegnati in attività e spettacoli».

PHOTO-GALLERY: LA SCUOLA

Progetti innovativi per il classico Oltre alle classiche lezioni e ai corsi aggiuntivi, «i nostri studenti lavorano a dei progetti innovativi, sul territorio e anche a livello nazionale, europeo e mondiale. Per quanto riguarda il classico, i progetti sui quali si concentrano gli alunni riguardano l’Europa e il mondo. I progetti e le simulazioni di interventi sulle politiche per l’integrazione, su affari economici e sociali gli permettono di ritrovarsi con i loro colleghi all’Onu, alla Fao ed al Parlamento europeo giovani. Le delegazioni presenti a queste simulazioni devono dimostrare una buona conoscenza degli argomenti trattati, una disponibilità al confronto e alla collaborazione, delle proprietà di linguaggio e buone capacità di comunicazione e di espressione». Questi progetti, spiega la professoressa Chiassai, «sono interamente autofinanziati dagli studenti, mentre alcuni stage che i ragazzi hanno potuto fare in Spagna e in Svizzera, sono stati co-finanziati dalla Camera di commercio».

Progetti innovativi per l’artistico Per quello che riguarda, invece, l’Artistico «è tutto più legato al territorio. I ragazzi, a sostegno degli architetti e degli ingegneri, partecipano alla riqualificazione di alcune zone della città. Attualmente i nostri studenti hanno 3 imprese in azione e registrate e a breve inizieranno a vendere i loro prodotti e progetti, se tutto questo avrà successo potrebbero anche mantenerle per il futuro, creandosi così uno sbocco per il lavoro».

Lavoro ed università Parliamo, appunto, del lavoro. Come siete organizzati per quanto riguarda l’approccio con il mondo universitario o lavorativo? «Per quanto riguarda l’università, diamo la possibilità ai nostri studenti di prepararsi e simulare dei veri e propri test universitari, appunto, con un progetto che prende il nome di ‘Test o croce’. Invece, le esperienze che fanno in Europa e la creazione di piccole imprese, sono un modo, a mio avviso, per permettere ai ragazzi di avvicinarsi e toccare con mano il mondo del lavoro». Stage in aziende, in studi di architetti o di avvocati, «permettono ai ragazzi di vedere in maniera pratica quale potrebbe essere il loro futuro e permette loro di farsi conoscere. Non più solo teoria e studio passivo, ma vogliamo creare la mentalità di una persona che ragiona e che sul momento è in grado di affrontare una determinata situazione inerente al proprio lavoro».

Problematiche d’istituto Arriviamo ora al tasto dolente della nostra chiacchierata. Professoressa, quali sono le problematiche da lei riscontrate nell’istituto, o meglio, negli istituti? «Guardi, i problemi principali che io posso riscontrare in questi istituti sono sopratutto a livello di gestione degli edifici e la sicurezza dei nostri studenti. Sono strutture vecchie che richiedono constante manutenzione. Facciamo continue richieste di aiuto alla Provincia, ma lei sa bene che il periodo non è dei migliori per nessuno e il sostegno che riusciamo ad avere, per ovvi motivi, è minimo». Nonostante tutto «il nostro rapporto con le istituzioni, con le quali siamo in continua collaborazione, non è assolutamente conflittuale. Certo, prima gli interventi erano molto più attenti e frequenti, oggi si sono ridotti esclusivamente a quelli più urgenti».