di M.T.
Il sole, loro, ce l’avevano dentro. Ma ad accompagnarli c’era pure quello vero. 120 coppie di fidanzati provenienti, da tutta Italia, domenica mattina si sono promesse amore eterno. Poi, certo, ognuno farà quello che potrà.
La promessa Di sicuro, intanto, entro l’anno solare ci saranno 120 matrimoni, perché questa era la condizione essenziale per prendere parte alla festa della promessa. Davanti all’urna di San Valentino, nella basilica intitolata al patrono degli innamorati e della città, le coppie – italiane, ma anche straniere, di composizione multietnica e, in qualche caso, addirittura nate dopo un primo approccio avvenuto sui social network – hanno infatti ‘promesso’ che tutto andrà per il meglio.
L’ex vescovo Per la tradizionale cerimonia, che si svolge dal 1995, ma anche per la solenne concelebrazione in programma nel pomeriggio, in cattedrale – con monsignor Ernesto Vecchi, l’amministratore apostolico inviato a mettere ordine nei conti – è tornato in città il presidente del pontificio consiglio della famiglia, monsignor Vincenzo Paglia, vescovo per dodici anni della diocesi: «Quella che pronunciate oggi è una promessa robusta, non certo parole vuote», ha detto rivolgendosi alle coppie durante la sua omelia. «San Valentino – ha aggiunto – è qui per darvi forza. Adesso gettate le reti nel mare del matrimonio e prendete il largo, vi auguro che la pesca sia miracolosa».
Il silenzio Nessun accenno, come previsto, alle crescenti indiscrezioni sullo stato delle finanze della diocesi, ma solo l’annuncio della partenza, domani, per New York dove proprio nel giorno di San Valentino, parlerà all’assemblea delle Nazioni Unite di famiglia, valori e società: «Ora – ha detto Paglia – sono chiamato a una missione che riguarda il mondo intero e con questa visione bellissima dirò a tutti di fidanzarsi e sposarsi, perché è una cosa bellissima».
