di Ma. Gi. Pen.
Completati formalmente i lavori alla Casa delle Musiche di Terni, la struttura ora punta a rinascere e a diventare un centro di aggregazione per i giovani. Il Comune di Terni ha partecipato all’avviso pubblico ministeriale ‘DesTEENazione-Desideri in azione’, rivolto agli ambiti territoriali sociali, che stanzia circa 250 milioni di euro del Programma nazionale inclusione e lotta alla povertà 2021-2027 per la realizzazione di 60 comunità adolescenti in tutto il territorio nazionale. L’Ente ora è in attesa della valutazione progettuale per capire se la candidatura ‘ha passato l’esame’. Se così dovesse essere la Casa delle Musiche, appena ristrutturata, avrà presto nuova vita, spazi multifunzionali per i giovani e offrirà anche la possibilità di posti di lavoro.
Lavori Casa delle Musiche L’immobile in zona Borgo Bovio a Terni è stato riqualificato grazie ai fondi Pnrr. Riscostruendo i vari step, il progetto esecutivo è stato approvato a dicembre del 2022 come si evince dalla determina del dirigente del Comune. La ditta che si è aggiudicata i lavori nei primi mesi del 2023 è la The New Picture di Terni. L’importo contrattuale in principio era di 454.321 euro. Inizialmente il termine dei lavori era fissato per ottobre 2023, poi vari stop di mezzo fino all’approvazione a febbraio 2024 della perizia di variante e l’aggiornamento del quadro economico. A marzo 2024 sono ripresi i lavori, poi un’ulteriore proroga per la ditta e la conclusione dell’opera a giugno. A settembre invece affidamento del servizio di collaudo dell’impianto ascensore. L’importo complessivo dei lavori supera il mezzo milione di euro.
Spazio per i giovani Ora la Casa delle Musiche punta ad essere un luogo di aggregazione per i ragazzi con laboratori e attività di vario genere. Un progetto nel mirino del Welfare per contrastare anche la povertà e l’esclusione sociale dei più piccoli. L’alternativa sarebbe l’utilizzo della struttura da parte di associazioni del territorio, avvicendamenti nel tempo c’erano già stati ma dati i costi onerosi si potrebbe pensare all’utilizzo degli spazi da parte di più gruppi con attività complementari tra loro. Quello che è certo è che la zona, devastata e abbandonata prima dei lavori, sta per rinascere e trovare una collocazione all’interno della comunità.
