di Chia.Fa.
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In sella alla sua bicicletta non ha ancora girato alcuna scena, ma una discesa lungo la scalinata di piazza Duomo con le mani ben salde al manubrio e le dita pronte a tirare i freni l’ha sperimentata. Tant’è che la produzione gli ha subito assegnato un’altra bici «con i freni nuovi». Scherza compostamente Terence Hill, all’anagrafe Mario Giriotti, che con la velocità non dovrebbe andare troppo d’accordo.
Terence Hill, le passeggiate tra i boschi Misurato nelle parole, pacato nei modi, a tal punto che si fatica a ricordarlo tirare schiaffi in Lo chiamavano trinità, l’attore arrivato in città da otto giorni per girare la nona stagione del fortunato sceneggiato non a caso ha scelto come alloggio l’Eremo delle Grazie, una residenza d’epoca immersa nei boschi di Monteluco. E di buon mattino «quando la chiamata sul set lo permette – confida alla stampa, convocata per un incontro ufficiale – faccio una passeggiata, rigenera la mente e il corpo, qui l’aria è buona e la città è bellissima».
DON MATTEO A SPOLETO, PRIMO POMERIGGIO DI RIPRESE PER TERENCE HILL, NINO FRASSICA E ANDRÉS GIL
L’infanzia ad Amelia Sulla nona stagione di anticipazioni, inutile dirlo, non se ne lascia scappare nemmeno mezza, limitandosi a dire: «Ce la stiamo mettendo tutta, sono nove mesi di lavoro ed è un po’ come un’olimpiade, non possiamo sbagliare nulla». Poi ricorda l’infanzia ad Amelia, dove ai tempi delle elementari ha vissuto quattro anni «ero un discolo, correvo incontro alle maestre e facevo finta di cadere», e di ammettere un debole per la cucina spoletina «migliore che in altre cittadine», che nella sala del ristorante Tric e Trac, dove peraltro si girerà una scena, fa capolino Nino Frassica nei panni del maresciallo di Nino Cecchini con tanto di cappello.
DON MATTEO A SPOLETO, LE FOTO DEL PRIMO POMERIGGIO DI RIPRESE
DON MATTEO A SPOLETO, TERENCE HILL E ANDRÉS GIL. FOTO
Frassica show E l’aria si fa subito più frizzante. «Scusate se non tolgo il cappello – esordisce – ma sono in servizio». Poi via: «Mi ero affezionato a Gubbio, tutte le mattine mi alzo, mi metto in macchina e arrivo lì, poi non trovo nessuno, chiamo e mi dicono che stiamo girando a Spoleto e allora riparto», scherzi a parte, «siamo molto più vicini a Roma, è un gran vantaggio». Ironizza anche sull’accoglienza «perfetta a Spoleto ma bisogna vedere se resistete. E parte la gag: «A Gubbio i primi tempi non facevo in tempo a entrare nei bar per un bicchiere d’acqua che ce l’avevo già sotto il naso, qualche tempo dopo chiedevo un caffè e mi dicevano ‘calma calma ora arriviamo’, ci si abitua, diventiamo parte della quotidianità». Ma il set chiama ed entrambi gli attori entrano in scena, si gira in piazza Duomo.
DON MATTEO A SPOLETO, PRIMA GIORNATA DI RIPRESE. VIDEO
Regista: «Spoleto in tv vi stupirà» Qualche minuto per incontrare la stampa riesce a ritagliarlo anche la regista del primo blocco di riprese Monica Vullo che, seduta tra il sindaco Daniele Benedetti e i presidenti delle associazioni di categoria Andrea Tattini (Confcommercio) e Tommaso Barbanera (ConSpoleto), assicura: «Rimarrete stupiti dalla Spoleto che vedrete in autunno in tv, ci sono piazza, chiese, vicoli e panoramiche, come tutte le belle città è l’ideale per girare un film e poi qui si respira aria di cultura, si percepisce che è un luogo abituato all’arte».
Il sindaco e il contributo a sostegno delle categorie A chiudere l’incontro è il sindaco Benedetti che, naturalmente, ha ringraziato tutti dagli attori alla produzione, fino alla città che «ha lavorato in squadra, senza fare polemiche, senza cercare primogeniture, ma dando esempio di come insieme si possano portare a casa grandi risultati». E la ricaduta in termini di promozione, con 13 prime serate Rai, è assicurata, tanto che con albergatori e ristoratori che offrono pasti e alloggi gratis allo staff di Don Matteo il Comune, affiancato dalla Fondazione Carispo, ha assicurato un contributo attingendo al bilancio e al piano di marketing. Di che importo si tratti, però, non è ancora chiaro: «Non c’è nulla da nascondere, ma lo comunicheremo non appena avremmo impegnato le somme». Intanto, tutti si godono Don Matteo.
