Un altro esempio virtuoso di telemedicina in Umbria, dall’ospedale di Terni arrivano le prime linee guida nazionali di Telemedicina in Neurofisiologia clinica. Una bozza è stata presentata a Bari, in occasione del congresso nazionale Sinc (Società italiana di Neurofisiologia clinica), il gruppo di studio Sinc-Digital Sit (Società italiana di Telemedicina) coordinato dal dottor Giuseppe Stipa di Terni e dalla dottoressa Silvia Lori di Firenze. È il frutto di una sperimentazione iniziata dal dottor Stipa nel 2004 all’ospedale Careggi di Firenze e proseguita dal 2007 presso l’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni. La bozza, che trova applicazione in ogni ambito della telemedicina, è stata supervisionata anche dal Centro Nazionale dedicato guidato dal professore Francesco Gabbrielli di Roma e rappresenta un passo importante per arrivare a superare le difficoltà oggettive di carattere normativo-amministrativo e tecnico che ostacolano la diffusione della cosiddetta Tele-neurofisiologia.
Ospedale di Terni «Oggi più che mai – osservano da Colle Obito – la telemedicina rappresenta un’opportunità di crescita unica per tutto il sistema sanitario pubblico che, con un investimento economico esiguo o addirittura a isorisorse, non soltanto potrebbe migliorare radicalmente la gestione delle patologie croniche e/o complesse che richiedono un monitoraggio in continuo, ma potrebbe garantire in tempo reale e h24 visite e consulti medici in remoto così come interventi a distanza su elettromedicali, che possono essere di fondamentale importanza nel percorso diagnostico-terapeutico, in particolare nelle cure di primo soccorso e in tutto l’ambito dell’emergenza-urgenza».
Telemedicina «Anche per il neurofisiologo – spiega il dottor Stipa, dirigente medico presso la struttura di Neurofisiologia di Terni diretta da Domenico Frondizi – la telemedicina rappresenta una svolta: consente di monitorare pazienti con stato di male epilettico in terapia intensiva, di controllare se si è staccato un elettrodo, di gestire a distanza una emergenza urgenza con teleconsulti in tempo reale su pazienti sottoposti in continuo a monitoraggio elettroencefalico, consulenze rapide in Pronto soccorso in casi difficili dove il neurologo può quindi richiedere una second opinion. Il sistema sperimentato, che si è servito di una connessione protetta e di un software per il collegamento in remoto, ha tanti vantaggi che possono essere estesi a numerosi altri ambiti della medicina, si pensi ai pazienti diabetici, pediatrici e anziani». La telemedicina, insomma, non rappresenta uno scenario avveniristico, ma una realtà già sperimentata su diversi ambiti sanitari che necessita ora di essere messa a sistema a livello nazionale, come sta accadendo in altri stati europei come Svezia e Francia.
