A sinistra il dg Asl1 Giuseppe Legato (foto archivio Troccoli)

Si chiama telemedicina domiciliare e da marzo è in via di sperimentazione su 55 pazienti diabetici di Città di Castello, tutti muniti di bilancia per la rilevazione del peso, glucometro, sfigmomanometro per la pressione arteriosa e modem per la trasmissione online dei dati (glicemia, peso, pressione) a una piattaforma centralizzata. E stando alle prime rilevazione l’aderenza terapeutica dei paziente è migliorata del 95%.

Telemedicina domiciliare Ad attivare il progetto, in base alle recenti linee di indirizzo del Piano nazionale diabete, la Asl 1 che può contare su un vero e proprio sistema di assistenza in remoto con azione di tutorship mirata, cioè una modalità assistenziale innovativa che, integrata con le attività tradizionali, può favorire maggiore efficacia clinica e migliore efficienza gestionale, con particolare riferimento alla cura di pazienti diabetici complessi e poco aderenti alle terapie.

Assistenza 12 ore al dì La gestione operativa del progetto è stata affidata al dottor Roberto Norgiolini, coordinatore aziendale del piano diabete, che si è avvalso della collaborazione di 26 medici di medicina generale, mentre la centrale operativa di supporto fa capo al servizio di assistenza in remoto Doctor plus in cui è impegnato personale infermieristico dedicato ed esperto. Si tratta, infatti, del collettore del dato e punto di ascolto in forma di triage per 12 ore giornaliere dal lunedì al sabato, con orario continuato 8-20.

Alert ai medici su anomalie La centrale segnala via sms e mail ogni scostamento o anomalia rispetto al protocollo di servizio codificato e al piano terapeutico di ogni singolo paziente, mandando agli operatori sanitari alert e avvisi, visibili a monitor in tempo reale, distinti con codici di priorità: i codici bianco e giallo con priorità medio-bassa sono assegnati ai medici di base mentre i codici rossi con carattere di urgenza sono inoltrati al team diabetologico.

Giuseppe Legato «L’obiettivo – precisa il direttore generale Asl 1 Giuseppe Legato – è di estendere a livello aziendale questa nuova modalità assistenziale per pazienti cronici complessi come i diabetici. Se è ancora prematuro quantificare i margini di razionalizzazione e abbattimento dei costi in applicazioni su vasta scala, è certo che l’analisi dei primi indicatori di servizio al 20 settembre conferma l’efficacia della sperimentazione in relazione agli obiettivi clinici e assistenziali prefissati. In particolare, grazie all’azione di rinforzo della centrale operativa è progressivamente migliorata fino al 95% dei casi l’aderenza terapeutica al percorso proposto, con evidenti riflessi positivi anche in termini di qualità di vita».

Roberto Norgiolini Non solo. «Per 55 pazienti – spiega il dottor Roberto Norgiolini – complessivamente si sono registrate circa 1.050 chiamate in uscita dalla centrale operativa e circa 700 in entrata da parte di pazienti, medici di famiglia ed operatori del servizio diabetologico. La disponibilità di un numero verde per contattare la Centrale operativa dalle 8 alle 20 (lunedì-sabato) è stata molto apprezzata dai pazienti che si sono sentiti meno soli nel loro percorso di cura, sorvegliati e protetti. La disponibilità in tempo reale del dato ha permesso interventi tempestivi per gestire a domicilio eventi intercorrenti o situazioni acute che, in un certo numero di casi, avrebbero diversamente generato accessi impropri al Pronto Soccorso e ricoveri evitabili».

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