di Ma. Gi. Pen. 

Niente “ridotto” al di sotto della sala principale, ora è ufficiale. La giunta comunale ha approvato la seconda perizia di variante in corso d’opera per il teatro Giuseppe Verdi di Terni. L’obiettivo è quello di garantire la conclusione dei lavori entri i tempi previsti dal Pnrr e «la realizzazione di un progetto complessivo più efficiente e performante». 

Teatro Verdi Terni Nella delibera di giunta del 17 luglio sono ricapitolati i passaggi dall’inizio dell’iter ad oggi. Quella attuale è la seconda variante in corso d’opera, la prima era stata approvata a luglio 2024. Poi «nel corso dei lavori si sono evidenziate alcune criticità», si legge nel documento che spiega: «Il teatro ridotto, inizialmente previsto per rendere funzionale il primo stralcio, all’epoca in assenza dei finanziamenti per la realizzazione del secondo stralcio, può essere oggi stralciato dal progetto generale andando a recuperare così risorse economiche necessarie al completamento e miglioramento dell’opera e per far fronte agli imprevisti sinora emersi, in quanto ormai esiste un unico stralcio funzionale che coincide con l’intero teatro, al fine di evitare, la possibile perdita di finanziamenti Pnrr per mancato rispetto dei termini per l’ultimazione». 

Variante: stralciato il ridotto La seconda perizia di variante in corso d’opera mantiene invariato l’importo complessivo dei relativi quadri economici e ha le seguenti finalità: «Stralciare dal progetto esecutivo del primo stralcio e dal progetto definitivo posto a base dell’appalto integrato Pnrr del secondo stralcio il teatro ridotto e le opere ad esso collegate; di conseguenza garantire la conclusione dei lavori del secondo stralcio entro i termini ad oggi previsti dal Pnrr; di conseguenza garantire la realizzazione di un progetto complessivo più efficiente e performante, con benefici a lungo termine per la comunità». Inoltre, così facendo, si punta ad «evitare il dilungarsi dei tempi per la prosecuzione dei lavori di costruzione del primo stralcio con scavi profondi e la forte possibilità di incontrare ulteriori strutture ipogee (cunicoli, pozzi ecc.) che si sviluppano su livelli diversi nel sottosuolo con il rischio di non rispettare la scadenza attualmente imposta dal Pnrr» e a «garantire l’integrità degli edifici confinanti evitando scavi profondi per opere ad oggi non più necessarie». Previsti anche il disassemblaggio dei due “muri d’ala” in prosecuzione dell’edificio storico “foyer”, la realizzazione di un giunto sismico (inizialmente non previsto) tra il corpo storico in muratura “foyer” e la nuova sala principale e l’innalzamento della quota di imposta delle fondazioni.

Scende importo lavori La perizia di variante è stata quindi redatta e approvata. Il nuovo importo complessivo dei lavori è di 4.933.952,10 euro e «complessivamente, rispetto al contratto originario, la presente perizia di variante in corso d’opera n. 2 apporta una variazione del – 18,64%». La variante «non comporta modifiche sostanziali al progetto originario e non altera la natura generale del contratto, ma è funzionale per il completamento dell’opera e la sua piena utilizzazione, evitando lo spreco di risorse pubbliche ed anticipando i tempi di realizzazione». 

 

 

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