I laboratori di analisi private dell’Umbria in pressing sulla Regione per iniziare a eseguire i tamponi di uscita. Sì, perché Paolo Pelosi, Patrizia Pasciuti e Sandro Contenti, referenti territoriali rispettivamente di Anisap, Federlab e Osap, ossia le tre associazioni che rappresentano la categoria, evidenziano compattamente che «i centri abilitati dell’Umbria sono pronti a fare la propria parte, ma ma manca ancora il via libera della Regione e delle Usl», ossia la convenzione del caso, che permetterebbe ai cittadini, in alcuni specifici casi, di andare dai privati a fare il tampone di uscita senza pagare direttamente, perché il conto che poi verrebbe saldato dal sistema sanitario regionale.

Tamponi d’uscita, privati in pressing sulla Regione Sì, perché, col decreto del 30 dicembre, il Governo ha autorizzato laboratori privati, farmacie e punti prelievo a eseguire i tamponi di uscita in tre casi: un positivo già preso in carico dalla Usl, un positivo non ancora preso in carico dalla Usl e un contatto stretto già preso in carico dalla Usl, purché l’eventuale appuntamento della Usl per il tampone di ‘uscita’ dall’isolamento o dalla quarantena risulti fissato oltre i termini di legge. «L’obiettivo – evidenzia una nota di Anisap, Federlab e Osap – è sgravare di molto il sistema sanitario regionale e ridurre notevolmente le attese dei cittadini che in questo momento sono costretti, loro malgrado, ad un isolamento oltre i termini di legge».

 «Noi pronti, ma firmiamo la convenzione» Il primo incontro tra le associazioni di categorie e la Regione è perfino precedente alla misura della Governo, poi recepita dalla giunta della presidente Tesei il 31 dicembre scorso, e risale al giorno della Vigilia di Natale quando è arrivata «la prima convocazione della Direzione regionale Salute e welfare: in quella sede – spiegano Pelosi, Pasciuti e Contenti – i laboratori privati hanno dato la loro completa disponibilità ad ampliare le proprie agende, rendendosi pronti per affiancare il servizio pubblico non solo con i test antigenici, ma anche con i tamponi molecolari, non eseguibili in farmacia». Perché non si parte? «Manca la firma con Regione e Usl della convenzione annunciata che darà, finalmente, ai laboratori privati la possibilità di prendere in carico i pazienti appartenenti alle tre casistiche».

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