Il futuro della tabacchicoltura europea parlerà italiano. Al 38esimo congresso di Unitab Europa, l’associazione che dal 1952 rappresenta i produttori del continente, è stato eletto presidente Gennarino Masiello, vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Ont Italia. Unitab Europa rappresenta oltre 20mila imprese agricole e circa 50mila ettari di coltivazioni. «Il nostro obiettivo – ha spiegato il neoeletto presidente – è armonizzare regole e mercato tra i Paesi europei, valorizzare gli accordi di filiera come quello già attivo tra Coldiretti e Philip Morris e garantire condizioni comuni a tutti i produttori, con attenzione al ricambio generazionale».
I numeri L’Umbria, insieme a Campania, Veneto e Toscana, concentra il 98 per cento della produzione nazionale. Secondo i dati Istat, nel 2024 il settore del tabacco greggio in Italia ha generato un valore di oltre 150 milioni di euro e circa 45mila posti di lavoro lungo l’intera filiera. Nel 2025 la superficie coltivata ha raggiunto 11671 ettari, con una produzione stimata di 43 milioni di chilogrammi, frutto del lavoro di quasi 1200 produttori. Solo l’Italia rappresenta il 30,1 per cento della produzione europea e il 13,8 per cento del gettito Ue da accise sui derivati del tabacco.
L’Umbria Al congresso ha partecipato anche l’assessora umbra alle politiche agricole Simona Meloni, che ha sottolineato il ruolo sociale e territoriale del tabacco: «La tabacchicoltura in Umbria non è solo produzione economica; rappresenta tradizione, cultura, lavoro e presidio contro lo spopolamento. La sostenibilità ambientale non può prescindere da quella economica e sociale. Serve un’alleanza tra le regioni produttrici, Umbria, Campania, Toscana e Veneto, per costruire contratti pluriennali di filiera che garantiscano stabilità e visione».
Il congresso Dal congresso sono emerse alcune priorità: rafforzare il dialogo con le istituzioni, definire rapporti stabili e trasparenti con il mercato, difendere la produzione europea dalla concorrenza sleale, garantire politiche di innovazione e digitalizzazione e promuovere accordi pluriennali con i grandi gruppi industriali, con prezzi equi e sostegno alla qualità e tracciabilità del prodotto.
