Gabrio Renzacci, presidente Sviluppumbria

di Marta Rosati

Sono 27 gli ex amministratori del Consorzio Tns (Terni, Narni, Spoleto) raggiunti da  una lettera del presidente di Sviluppumbria, Gabrio Renzacci, con la quale si chiede l’esborso di 10 milioni di euro più gli interessi, a titolo risarcitorio. Il capogruppo Fi in Regione, in qualità di presidente del Comitato monitoraggio e vigilanza sull’amministrazione, vuole vederci chiaro e ha già annunciato che si attiverà in tal senso anche a seguito di una lettera simile pervenuta agli ex amministratori del Consorzio ‘Crescendo’ di Orvieto; in questo caso la somma richiesta è di 2 milioni.

La lettera inviata agli ex amministratori del Consorzio Costante contrasto tra bilanci preventivi e consuntivi, dispersione di risorse economiche per incarichi di collaborazione e distribuzione cospicua dei gettoni di presenza, rivalutazione impropria degli immobili, distorsione di informazioni agli istituti finanziati, perdite dissimulate, incremento delle passività, omissioni da parte dell’organo di controllo. Questi gli illeciti contestati a Vinicio Bottacchiari, Bruno Giulianelli, Luigi Annesi, Vittorio Pellegrini, Bruno Marone, Carlo Felici, Renato Lucio Leone, Alessandro Laureti, Giampiero Calabresi, Feliciano Polli, Cristiano Crisostomi, Paolo Gentili, Fulvio Rossignoli, Franco Di Marco, Nerio Migliarini, Giovanni Eroli, Antonio Iannoni, Sandro Piermatti, Bruno Bartolucci, Giorgio Cioni, Enrico Vincenzo Malizia, Franco Federici, Luciano Bartomeoli, Enrico D’Agata, Valerio Ribichini, Massimo Tondi, Luca Scorsolini. Nella missiva è indicata l’intimazione a pagare con immediatezza la somma di 9 milioni e 700 mila euro. «Sviluppumbria – è scritto a margine della lettera – si riserva di azionare le opportune tutele anche in sede giudiziaria».

Sviluppumbria chiede risarcimento milionario I consiglieri del M5s Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari intanto insinuano: «Palazzo Donini mette le mani avanti nell’ipotesi di possibili sviluppi giudiziari della vicenda. Il consorzio Tns – ricordano – fu istituito nel 1997 per la riqualificazione delle aree industriali abbandonate, è partecipato dai Comuni di Terni, Narni e Spoleto, dalla Provincia di Terni e, appunto, da Sviluppumbria, ossia dalla Regione Umbria, e nel 2013 fu messo in liquidazione con perdite per 20 milioni e debiti per 30. In sede di assestamento di bilancio ci insospettì molto l’incremento di indebitamento della Regione che in parte andava al Consorzio Tns e pensammo subito ad un salvataggio. Per questo motivo, denunciammo le anomalie riscontrate in un esposto alle autorità competenti».

M5s promette attenzione al caso I g rillini si chiedono perché mai sia arrivata così tardi la richiesta risarcitoria e se tale iniziativa non sia direttamente conseguente all’esposto da loro presentato: «Ne sapremo di più nei giorni a venire – assicurano -, comunque continuiamo ad investigare; noi, come solito, l’avevamo già detto molto prima».

Nevi avvia indagine conoscitiva Preso atto della situazione, è intenzionato a fare luce sulla vicenda anche il consigliere Nevi «Giovedì 14 aprile – avverte – la questione verrà portata all’attenzione del Comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull’amministrazione regionale dell’Assemblea legislativa che presiedo. Proporrò ai commissari di avviare immediatamente un’indagine conoscitiva convocando i vertici di Sviluppumbria per approfondire il tema che ha portato la società regionale per lo sviluppo a chiedere circa 10 milioni di euro più interessi agli ex amministratori del consorzio aree industriali di Terni, Narni, Spoleto, e 2 milioni di euro a quelli del Consorzio Crescendo di Orvieto».

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