Non ci sono gli ospedali umbri nella top 21 dei migliori elaborati dal ministero. La graduatoria si basa su una combinazione di criteri fondamentali che riflettono il ruolo strategico e la capacità di queste strutture: il numero complessivo di ricoveri effettuati, la complessità clinica dei casi trattati, misurata attraverso indicatori come i Drg, e l’attrattività verso pazienti provenienti da altre regioni, storicamente indice di un’offerta sanitaria distintiva e specializzata. In sostanza, vengono selezionati quegli ospedali che rappresentano i nodi più importanti nella rete nazionale, con un alto carico di attività e una forte capacità di richiamare pazienti da tutto il territorio.
In testa alla graduatoria si colloca l’Ospedale Galeazzi di Milano, una struttura che si distingue per l’alto numero di ricoveri e la capacità di trattare casi particolarmente complessi, confermandosi come un vero e proprio punto di riferimento per l’assistenza ospedaliera nel Nord Italia. Seguono altre realtà lombarde di rilievo quali l’Istituto Clinico Humanitas e l’IRCCS San Raffaele, anch’essi situati nella stessa area metropolitana e riconosciuti a livello nazionale per la loro specializzazione e attrattività territoriale.
Tra gli ospedali del Nord si distinguono anche l’azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Orsola Malpighi di Bologna, storica istituzione dell’Emilia Romagna, e l’azienda Ospedaliero-Universitaria di Verona, che contribuiscono in maniera significativa all’eccellenza sanitaria del Nord-Est. A queste si affiancano importanti strutture della Toscana, come l’Azienda ospedaliera Universitaria Pisana e quella Senese, veri e propri cardini della sanità del Centro Italia, capaci di offrire prestazioni cliniche di alto livello e di attrarre pazienti da altre regioni vicine.
| Posizione | Struttura | Regione | Punteggio |
|---|---|---|---|
| 1 | Ospedale Galeazzi | Lombardia | 145,3 |
| 2 | Istituto Clinico Humanitas, Rozzano | Lombardia | 129,3 |
| 3 | IRCCS San Raffaele, Milano | Lombardia | 94,6 |
| 4 | AOU Sant’Orsola Malpighi, Bologna | Emilia Romagna | 62,5 |
| 5 | Azienda Ospedaliero-Universitaria Integrata Verona | Veneto | 60,8 |
| 6 | Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana | Toscana | 58,5 |
| 7 | Policlinico A. Gemelli, Roma | Lazio | 55,2 |
| 8 | Ospedale Sacro Cuore Don Calabria | Veneto | 53,7 |
| 9 | Azienda Ospedaliera Universitaria Senese | Toscana | 52,3 |
| 10 | Azienda Ospedaliera delle Marche | Marche | 49,7 |
| 11 | Policlinico Campus Bio Medico, Roma | Lazio | 46,9 |
| 12 | Ospedale Ca’ Granda – Niguarda, Milano | Lombardia | 46,2 |
| 13 | Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini, Roma | Lazio | 43,9 |
| 14 | Azienda Ospedaliera Dei Colli, Napoli | Campania | 38,9 |
| 15 | Azienda Ospedaliero-Universitaria Padova | Veneto | 34,3 |
| 16 | Policlinico San Matteo, Pavia | Lombardia | 33,6 |
| 17 | IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, Genova | Liguria | 33,2 |
| 18 | Ospedale Mauriziano Umberto I, Torino | Piemonte | 32,5 |
| 19 | Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, Firenze | Toscana | 31,4 |
| 20 | Azienda Sanitaria Antonio e Biagio e Cesare Arrigo, Alessandria (Piemonte) | Piemonte | 29,4 |
| 21 | Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, San Giovanni Rotondo | Puglia | 27,0 |
Roma è rappresentata da diversi grandi ospedali universitari, fra cui il Policlinico Gemelli, il Policlinico Campus Bio-Medico e la Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini, testimonianza del ruolo centrale della Capitale anche nel panorama ospedaliero nazionale. Nel Sud, si segnalano l’Azienda Ospedaliera Dei Colli di Napoli e l’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo in Puglia, uniche due strutture meridionali contemplate nella rosa dei super ospedali, a testimonianza delle persistenti disparità territoriali nella rete sanitaria italiana.
Geograficamente, la concentrazione di questi poli di eccellenza è ben marcata: il Nord domina con dodici strutture, il Centro ne conta otto e il Sud ne annovera solo due. Nel Centro Italia, Toscana e Marche si confermano come regioni di riferimento per la sanità di alto livello, ospitando grandi ospedali universitari che soddisfano i requisiti di complessità e attrattività necessari per figurare nella classifica.
L’Umbria, pur vantando strutture come l’azienda ospedaliera di Perugia, è invece assente da questa selezione dei super ospedali. Nessuna struttura umbra raggiunge ancora i livelli di volume di ricoveri, di complessità della casistica gestita e di attrattività interregionale che sono i parametri chiave di questa classificazione. Ciò contribuisce a una mobilità sanitaria regionale, con numerosi pazienti umbri che scelgono di rivolgersi a centri in Toscana, Marche o nel Nord Italia per trattamenti più complessi o specialistici.
Il governo ha annunciato un piano di riforme volto a riequilibrare queste disparità, prevedendo la creazione di una rete di super ospedali nazionali, in particolare per potenziare l’offerta al Sud, ma anche per rafforzare l’intero sistema ospedaliero.
