©Fabrizio Troccoli

Non ci sono gli ospedali umbri nella top 21 dei migliori elaborati dal ministero. La graduatoria si basa su una combinazione di criteri fondamentali che riflettono il ruolo strategico e la capacità di queste strutture: il numero complessivo di ricoveri effettuati, la complessità clinica dei casi trattati, misurata attraverso indicatori come i Drg, e l’attrattività verso pazienti provenienti da altre regioni, storicamente indice di un’offerta sanitaria distintiva e specializzata. In sostanza, vengono selezionati quegli ospedali che rappresentano i nodi più importanti nella rete nazionale, con un alto carico di attività e una forte capacità di richiamare pazienti da tutto il territorio.

In testa alla graduatoria si colloca l’Ospedale Galeazzi di Milano, una struttura che si distingue per l’alto numero di ricoveri e la capacità di trattare casi particolarmente complessi, confermandosi come un vero e proprio punto di riferimento per l’assistenza ospedaliera nel Nord Italia. Seguono altre realtà lombarde di rilievo quali l’Istituto Clinico Humanitas e l’IRCCS San Raffaele, anch’essi situati nella stessa area metropolitana e riconosciuti a livello nazionale per la loro specializzazione e attrattività territoriale.

Tra gli ospedali del Nord si distinguono anche l’azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Orsola Malpighi di Bologna, storica istituzione dell’Emilia Romagna, e l’azienda Ospedaliero-Universitaria di Verona, che contribuiscono in maniera significativa all’eccellenza sanitaria del Nord-Est. A queste si affiancano importanti strutture della Toscana, come l’Azienda ospedaliera Universitaria Pisana e quella Senese, veri e propri cardini della sanità del Centro Italia, capaci di offrire prestazioni cliniche di alto livello e di attrarre pazienti da altre regioni vicine.

PosizioneStrutturaRegionePunteggio
1Ospedale GaleazziLombardia145,3
2Istituto Clinico Humanitas, RozzanoLombardia129,3
3IRCCS San Raffaele, MilanoLombardia94,6
4AOU Sant’Orsola Malpighi, BolognaEmilia Romagna62,5
5Azienda Ospedaliero-Universitaria Integrata VeronaVeneto60,8
6Azienda Ospedaliera Universitaria PisanaToscana58,5
7Policlinico A. Gemelli, RomaLazio55,2
8Ospedale Sacro Cuore Don CalabriaVeneto53,7
9Azienda Ospedaliera Universitaria SeneseToscana52,3
10Azienda Ospedaliera delle MarcheMarche49,7
11Policlinico Campus Bio Medico, RomaLazio46,9
12Ospedale Ca’ Granda – Niguarda, MilanoLombardia46,2
13Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini, RomaLazio43,9
14Azienda Ospedaliera Dei Colli, NapoliCampania38,9
15Azienda Ospedaliero-Universitaria PadovaVeneto34,3
16Policlinico San Matteo, PaviaLombardia33,6
17IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, GenovaLiguria33,2
18Ospedale Mauriziano Umberto I, TorinoPiemonte32,5
19Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, FirenzeToscana31,4
20Azienda Sanitaria Antonio e Biagio e Cesare Arrigo, Alessandria (Piemonte)Piemonte29,4
21Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, San Giovanni RotondoPuglia27,0

Roma è rappresentata da diversi grandi ospedali universitari, fra cui il Policlinico Gemelli, il Policlinico Campus Bio-Medico e la Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini, testimonianza del ruolo centrale della Capitale anche nel panorama ospedaliero nazionale. Nel Sud, si segnalano l’Azienda Ospedaliera Dei Colli di Napoli e l’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo in Puglia, uniche due strutture meridionali contemplate nella rosa dei super ospedali, a testimonianza delle persistenti disparità territoriali nella rete sanitaria italiana.

Geograficamente, la concentrazione di questi poli di eccellenza è ben marcata: il Nord domina con dodici strutture, il Centro ne conta otto e il Sud ne annovera solo due. Nel Centro Italia, Toscana e Marche si confermano come regioni di riferimento per la sanità di alto livello, ospitando grandi ospedali universitari che soddisfano i requisiti di complessità e attrattività necessari per figurare nella classifica.

L’Umbria, pur vantando strutture come l’azienda ospedaliera di Perugia, è invece assente da questa selezione dei super ospedali. Nessuna struttura umbra raggiunge ancora i livelli di volume di ricoveri, di complessità della casistica gestita e di attrattività interregionale che sono i parametri chiave di questa classificazione. Ciò contribuisce a una mobilità sanitaria regionale, con numerosi pazienti umbri che scelgono di rivolgersi a centri in Toscana, Marche o nel Nord Italia per trattamenti più complessi o specialistici.

Il governo ha annunciato un piano di riforme volto a riequilibrare queste disparità, prevedendo la creazione di una rete di super ospedali nazionali, in particolare per potenziare l’offerta al Sud, ma anche per rafforzare l’intero sistema ospedaliero.

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